Nicolas Joly, l’armonia del vino e della natura

In occasione di un seminario organizzato a Milano da Porthos abbiamo incontrato Nicolas Joly, un grande viticoltore francese, noto a livello mondiale.

Nicolas Joly è un uomo di 58 anni. Dopo i campi dell’alta
finanza si è dedicato a quelli… delle vigne. E dello
studio della biodinamica.

Grazie agli amici di Porthos lo abbiamo incontrato a Milano. Sa
trasmettere, con le sue parole, quella stessa energia e quella
vitalità che, con il suo metodo, vuole risvegliare nelle sue
coltivazioni.

Parla delle vigne come di esseri viventi e senzienti. Parla di
“eleganza” delle radici (“se non sono eleganti, la pianta che ne
verrà sarà una cosa secca”), o commenta: “gli uccelli
vanno sempre a beccare gli acini d’uva delle viti non innestate…
gli uccelli sono più intelligenti degli uomini”… “A
proposito del diradamento – la vendemmia verde – è ridicolo,
la vigna sa esattamente quanti grappoli deve produrre. Se proprio
la vigna produce troppo è lì che bisogna andare a
correggere”… E “la domanda è – è giusto contrariare
la vigna? La sua aspirazione è quella di crescere verso
l’alto, come un cipresso. Se gli si dà un tutore,
sarà contenta. Ora, però, è vero che i bambini
non vanno sempre soddisfatti.
Una vigna contrariata andrà sempre a reagire. E darà
un vino con più tensione. Questo è il ruolo del
viticoltore, che va a decidere se contrariare o meno la vigna.
Bisogna trovare la giusta via di mezzo”…

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