Nicolas Joly: l’intervista LifeGate

Abbiamo intervistato Nicolas Joly a proposito di agricoltura bio-dinamica.

Intervista a Nicolas Joly:

La biodinamica è un rafforzamento delle leggi che creano la
vita. Osservare la vita, il territorio, l’ambiente. Poi, accelerare
lo sviluppo della vita.
Il colore, il gusto, il profumo vengono dalla fotosintesi, luce e
calore che diventano materia. Sono qualità intangibili, che,
bisogna capirlo bene, si materializzano e diventano “materia
qualitativa” nel frutto, nell’uva. La biodinamica aiuta la pianta a
fare meglio questo lavoro.

Come si “aiuta” una pianta?
Una pianta è sempre contesa da due forze diverse. Le forze
della terra sono convogliate dalle radici che scendono sottoterra.
E all’opposto l’attrazione del sole, i raggi, la luce. Due slanci
opposti, uno verso la terra, uno verso il sole.
Ogni pianta vive questo in modo diverso. Il grano va verso il sole
(e infatti la mitologia greca dice che era sacro a Apollo, dio
solare). La vigna, sacra a Dioniso, dio ctonio, tende
sottoterra.Per bilanciare questi slanci, la biodinamica prevede
l’uso di preparati, in quantita minime. La vita non si pesa, non
è materia, ma energia, frequenze. Per esempio, la vigna va
aiutata a legarsi meglio alle frequenze dell’energia del sole di
cui ha bisogno. La biodinamica è attenta alle frequenze.

La “tua” biodinamica?
Ogni persona applica il sapere della biodinamica secondo ilsuo
sentire, con la sua comprensione, ma sempre con le preparazioni
biodinamiche per rafforzare la vita. Nello Champagne, nel nord
della Francia, non c’è molto sole e con le preparazioni a
base di quarzo si rafforza la tensione delle piante verso il sole.
A Marsiglia il viticoltore aiuta la vigna a rafforzare il suo
rapporto con il suolo. Bisogna osservare, capire, per favorire un
nuovo equilibrio.

Sembrano insegnamenti validi anche per la crescita personale,
dell’uomo…

Sono leggi universali. Il metodo si può applicare alla
salute dell’uomo, così come all’educazione. Il principio
è lo stesso. Il concetto è agire con piccole
quantità, non sul corpo, sulla materia, ma sulle frequenze,
sulle energie.
Ci possiamo legare a questo sistema energetico: una specie di
concime gratuito. Quando si guardano le cose sotto questo aspetto
la biodinamica è comprensibile. C’è stato, per me,
anche un insegnamento personale. A volte mi chiedono se la
“biodinamica” è il metodo migliore. Non si può dire
che la biodinamica è ottima e il resto non vale. Io ho perso
molti ceppi di vite con la biodinamica. Ma va bene. Ho capito. La
biodinamica ha un enorme potenziale. Qui non ha significato “il
migliore”. La vita è un insieme e tutti gli elementi
dell’insieme hanno un loro ruolo. Il concetto di migliore e
materialistico. Ogni elemento naturale partecipa al “migliore”.
Tutti i ceppi di vigna partecipano al “migliore”.

Spesso sei ritratto mentre sollevi le mani verso il vento,
davanti a un campo, una vigna, una collina. E anche mentre parli
delle vigne, del verde, degli alberi, sembra quasi
un’emozione…

La mia felicità è la vita. La scoperta della vita.
Ogni essere ha qualcosa da insegnare; e io non riesco piu a
viaggiare senza andare a cercare qualche essenza, qualche pianta,
con le sue proprietà e i suoi effetti benefici.
La mia gioia è capire gli esseri, capire la pianta. Ogni
pianta fa un gesto diverso: piante che si esprimono con leradici,
come la carota, che fa discende re la forza del fiore nella radice.
Piante che tendono verso l’alto, come il cipresso e come il grano,
apollinea. Il cedro fa librare i suoi rami di lato come fossero
ali. La comprensione è questa: in un luogo che vedo la prima
volta, io giudico il rapporto di forza tra la gravità e la
levità. Se guardi un cedro, i rami si distendono
parallelamente al suolo, in equilibrio tra le forze della terrra e
del sole. Se i rami tendono verso il basso, le forze della terra
sono troppo forti. La gioia è comprendere il gesto di ogni
pianta: è un linguaggio, e c’è da imparare ogni
giorno.

Un antidoto allo stress, al grigiore, al nero della vita
moderna?

La crescita. La cultura. Se i bambini non ricevessero un’educazione
limitata all’intelletto, una conoscenza fredda, se si potesse far
capire loro cos’è la vita, non meccanica, far vivere loro la
creatività della vita, secondo me non ci sarebbero
più delitti. Ritrovare in ogni cosa il lato artistico – un
nuovo modo di vedere. Quando l’uomo non si arricchisce
costantemente si impoverisce, e quando si impoverisce cade nel
male. Non c’è altra soluzione che una vera cultura
nell’insegnamento, per crescere in un nuovo equilibrio.

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