Non è vero che sulle bollette della luce pesano le rinnovabili

In Italia sono aumentate le bollette della luce. Le lobby si sono subito scagliate contro gli incentivi alle rinnovabili. Un’analisi più approfondita dei costi nascosti fa emergere i dati reali.

L’anno scorso
le bollette della luce in Italia
sono aumentate di oltre l’11%,
contro il 6,6% della media europea. Una zavorra per famiglie e
imprese evidenziata da uno studio di Eurostat, che ha messo a
confronto l’andamento delle tariffe dei principali Paesi europei
tra la metà del 2011 e la metà del 2012.

I costi della bolletta in Italia e in Europa
L’Italia si posiziona al terzo posto, dietro Cipro (+21%) e Grecia
(+15%), per gli aumenti registrati. Gli europei che pagano di
più in assoluto, però, sono i danesi, seguiti da
ciprioti, tedeschi e italiani. Per il gas, invece, l’andamento
delle tariffe italiane risulta in linea con quello europeo: +10,6%
contro +10,3%.

Incentivi alle rinnovabili o alle assimilate
Cip6?
Mentre alcuni lobbysti asseriscono che tutto il
peso sia dovuto agli incentivi alle rinnovabili (nel 2012 è
stato pari a circa 10 miliardi di euro e il picco si
raggiungerà nel 2016 con 12,5 miliardi), una più
approfondita analisi dei costi nascosti fa emergere i dati
reali.
Nel 2011 i costi totali dei ritiri del GSE per l’energia CIP6 sono
pari a 3,257 miliardi di euro: il 28,2% alle rinnovabili vere e
proprie (918 milioni di €) e per il 72,8% alle assimilate
(2.339 milioni di €), come gli inceneritori e la combustione
di sottoprodotti delle raffinerie e di altri processi industriali.

Adeguando
i famigerati incentivi Cip6 per rinnovabili ed assimilate
ai
nuovi metodi di calcolo del prezzo del gas, come era stato
suggerito dall’Autorità per l’Energia elettrica e il gas, si
sarebbe potuta allegerire la componente A3 della bolletta di 500
milioni di euro. Ma un decreto dell’ultima ora dell’ex ministro
Passera lo ha impedito.

Le manovre sulla bolletta della luce
Anche per questo l’Autorità per l’energia fu costretta
nella primavera del 2012, per
la prima volta, a varare una manovra tariffaria doppia: a un primo
aumento del 5,8% che scattò il 1 aprile seguì un
secondo incremento appena un mese dopo, del 4,3%. “C’é stato
un aumento abnorme degli oneri generali di sistema, che in gran
parte ha recuperato gli incentivi – spiegava il presidente
dell’Autorità, Guido Bortoni, sottolineando che – stiamo
scollinando, non dico che vediamo la luce, ma vediamo la
sommità del monte di questi oneri”.

Da quest’anno la bolletta della luce comincia a
scendere

Da gennaio di quest’anno, comunque, il prezzo della luce ha
cominciato lo stesso a scendere, dell’1,4% a gennaio e dell’1% ad
aprile, grazie al calo dei costi di produzione e
commercializzazione. Il periodo considerato, insomma, è
stato uno dei peggiori della storia delle tariffe elettriche. In
attesa che di vedere gli effetti dei ‘nuovi’ incentivi, le
associazioni dei consumatori spingono comunque per una maggiore
concorrenza. Adusbef e Federconsumatori, però, puntano il
dito anche contro “l’inerzia di autorità preposte ai
controlli, il cui strabismo noto a favore dei monopolisti comincia
ad essere preoccupante”. Liberalizzazioni chieste anche dal
Codacons, secondo cui andrebbero ridotti “i vari balzelli, imposte,
accise ed addizionali che incidono sulla bolletta”.

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