Non sparate sui giovani

In tutto il mondo ed in tutti i tempi, uno degli argomenti preferiti degli adulti sono i giovani.

La loro cultura è spaventosa: videogames cretini,
musica rap violenta, ipod avvitati alle orecchie…

Sono ossessionati dai marchi, non sanno più leggere e
scrivere correttamente… non parliamo di far di
calcolo.

Oulala…. Brutti tempi per i giovani.

Ad ascoltare gli psicologi, professori, genitori,
intellettuali, c’è proprio da chiedersi se c’è ancora
speranza nella stirpe dei giovani.

E’ sempre facile sparare sul giovane.

Infatti sui giovani se sono sempre sentite di cotte e di
crude. Da sempre.

Già Socrate, quattro secoli avanti Cristo spiegava che
la gioventù era mal educata, non rispettava
l’autorità ne i più anziani. Sottolineava anche che i
giovani rispondevano ai genitori e chiaccheravano invece di
lavorare. (per poi fare la fine che ha fatto…povero
Socrate)

Suona familiare vero? In fondo, ogni generazione ha sempre
criticato quella più giovane.

Ma se fosse ora di guardare un po’ diversamente a questo
strano animale a pelle unta brufolosa stravaccato sul divano?

Poi… quando gli adulti criticano i giovani, è
vera inquietudine o un po’ di gelosia?

O forse tutte le due cose?

I giovani fanno tremare gli adulti: pieni di ormoni, animati
da un energia incontrollabile, pericolosa, provocatoria, che si
traduce nelle manifestazioni di studenti maldestri, in limonate che
durano ore, nei perizoma che fuori escono dei jeans….

Il giovane irrita. Ma, ha sempre irritato. Quale generazione
ha capito i suoi giovani? Quale generazione di adulti ha giudicato
la nuova generazione migliore della propria?

A cercar bene, nessuna.

A guardar bene vedo tanti vecchi che imitano i giovani.

A guardar bene è peggio una donna matura botulinata in
mini gonna o una giovane con una scollatura da vertigine?

A guardar bene è peggio il vecchio gallo o il giovane
ribelle?

A guardar bene tutti abbiamo avuto la nostra adolescenza
inquieta.

A guardar bene gli adulti sono uguali ai giovani, hanno solo
qualche anno in più e, praticamente, devono rassegnarsi ad
accettarli.

Tanto si sa… prima o poi arriverà anche il turno
dei giovani…Una manciata d’anni e i giovani d’oggi
cominceranno a lamentarsi dei giovani di domani.

 

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