Pubblicità: l’eco-advertising è il nuovo trend

Coca-Cola, Adidas e auto elettriche. Sempre più aziende si affidano all’eco-advertising, campagne pubblicitarie che fanno spinta sull’ecologia

L’ultima in ordine di apparizione è una monumentale parete verde che cresce a Milano, in Corso di Porta Ticinese. Un vero e proprio giardino verticale che rappresenta una forma originale di eco-advertising, nato per
comunicare il lancio della iOn di Peugeot, la nuova elettrica della casa francese.

Giardini verticali che, oltre al ruolo di reclame, abbassano la temperatura e incrementano l’umidità nell’aria; depurano l’aria stessa tramite l’assorbimento dell’anidride carbonica e producono ossigeno, attenuando i rumori grazie all’assorbimento delle onde sonore. Insomma, uno spot che crea anche una sorta di benessere per la città.

Questo non è l’unico esempio. Adidas, per il lancio delle Adidas Grun, sneakers realizzate in fibre naturali e materiali riciclati al 100%, ha creato come eco-advertising una sorta di balcone verde che ben veicola il messaggio.

Mentre Coca Cola, in collaborazione con il WWF, ha realizzato a Manila un cartellone di 20 metri con la plastica riciclata dalle bottiglie in PET della bevanda gassata e ricoperto di piantine che, tutte assieme, assorbiranno 13 kg all’anno di anidride carbonica.

Per non parlare delle RainCampaing, realizzate dall’olandese Fresh Green Ads. Una  campagna di eco-advertising realizzata con una sorta di pittura stradale che compare solo quando piove per poi seccarsi e scomparire del tutto in sei/otto settimane.

Ma non c’è solo il verde. Ricoh anni fa ha realizzato un mega pannello luminoso in Times Square alimentato esclusivamente da pannelli fotovoltaici e turbine eoliche, utilizzando per l’illuminazione solo energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili.

E che dire del lancio di  Nissan Leaf , 100% elettrica. Uno spot secondo i dettami dell’eco-advertising per la tv che racconta quasi una favola. Un orso polare che dal Polo scende per andare a ringraziare personalmente il lungimirante acquirente dell’auto.

Quale la prossima trovata?

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