Nuove frontiere per la sicurezza digitale: dai face scanner ai lettori di impronte

Le news dall’ultima edizione del Comdex, la pi

Dopo i tragici eventi dell’11 settembre, migliorare gli standard di
sicurezza nei luoghi pubblici e privati è diventato un
imperativo categorico. Passaporti e carte d’identità hanno
dimostrato i loro limiti e la parola d’ordine è diventata
biometria. I produttori di dispositivi per la difesa hanno
così deciso di presentare al pubblico i risultati della loro
ricerca e all’ultima edizione del Comdex, la più importante
fiera tecnologica al mondo, tenutasi a Las Vegas tra il 10 e il 16
novembre scorso, hanno fatto il loro ingresso sofisticati lettori
di impronte digitali e scanner in grado di riconoscere i lineamenti
del volto.

Grazie alla tecnologia biometrica, la scienza che, per verificare
l’identità degli individui utilizza la digitalizzazione
delle caratteristiche fisiche quali le impronte delle dita, la
geometria del palmo della mano, la mappatura della retina o
l’intonazione e l’inflessione della voce, presto il vecchio
check-in potrebbe essere sostituto dal riconoscimento dell’occhio
umano. L’aeroporto londinese di Heathrow, ad esempio, ha testato
una nuova metodologia di controllo che, al posto di passaporti e
carte d’imbarco, richiederà ai viaggiatori di farsi
ispezionare l’iride, proprio come avviene nei film di James
Bond.

Ma anche il computer di casa deve essere difeso da occhi
indiscreti. Dalla Silicon Valley è in arrivo un dispositivo
che promette di trasformare il pc in una fortezza inaccessibile.
Grande come un mouse, “U are U” (Tu sei Tu), questo il nome del
prodotto, permette di proteggere il proprio personal, abbandonando
password e complicate procedure di registrazione. Basta appoggiare
sul lato superiore della scatoletta il polpastrello dell’indice per
essere riconosciuti dal sistema, utilizzando le impronte digitali
anche per entrare nei siti Internet protetti per i quali abbiamo
precedentemente registrato la parola chiave. Il tutto a 69 dollari,
più o meno 150 mila lire.

Luca Bernardelli

Articoli correlati
La valle dell’Omo, dove la vita scorre con il fiume

Le tribù della valle dell’Omo in Etiopia vivono a stretto contatto con la natura e il fiume da cui dipendono. Questo reportage esclusivo racconta come la costruzione di una diga, i cambiamenti climatici e un boom turistico stiano mettendo a dura prova la loro capacità di preservare stili di vita ancestrali.