Un nuovo accordo per la pesca

Poche settimane prima che la riforma della pesca europea, attualmente in lavorazione a Bruxelles, venga votata dagli Stati membri, il WWF e i pescatori italiani si mostrano uniti e presentano un Accordo per un Piano d’Azione per la pesca sostenibile.

“L’accordo tra AGCI Pesca (Associazione Generale Cooperative
Italiane della Pesca) e WWF Italia esprime la volontà di
ambientalisti e pescatori a cooperare per la conservazione delle
risorse marine e la preservazione dell’occupazione nel settore
della pesca, soprattutto nelle sue forme tradizionali e meno
impattanti”, ha dichiarato Giampaolo Buonfiglio, Presidente
dell’AGCI Pesca. “E’ necessario diffondere comportamenti
responsabili e attività ecosostenibili anche in questo
settore”.
Un comportamento collaborativo e responsabile è importante
perché senza la materia prima, cioè i pesci, non ci
saranno neanche più i pescatori. Infatti, negli ultimi 10
anni, parallelamente a un forte calo del numero dei pesci nei mari
europei, si sono persi oltre 60’000 posti di lavoro in questo
settore.

L’accordo raggiunto riguarda quattro punti:

  • Sostegno alla piccola pesca, che rappresenta l’84% della
    flottiglia nazionale. L’accordo tra AGCI e WWF prevede
    attività di promozione e di sostegno per questo settore che
    è caratterizzato da un forte legame tra il pescatore e il
    mare. Gli attrezzi usati sono più “soft” rispetto ad altri
    tipi di pesca, in quanto sono reti da posta, palangari, nasse e
    lenze.
  • Lotta capillare e incisiva alla pesca illegale. E’ responsabile
    di gravi danni all’ambiente marino e alle sue risorse perché
    utilizza reti con maglie troppo fitte, pratica lo strascico
    sottocosta, la cattura dei datteri con l’aiuto di piccone e
    martello pneumatico distruggendo così le scogliere calcaree
    dove vive. In più c’è la pesca pseudo-sportiva che
    non rispetta nessun tipo di regole e norme.
  • Regole per la pesca sportiva che per il mare a tutt’oggi non
    esistono. Sono 2-3 milioni di persone che sopratutto in estate
    pescano a volte grosse quantità di pesce pregiato e lo
    immettono al nero nel commercio.
  • Sostegno al “pescaturismo”, una forma di turismo
    “ecosostenibile” che integra le entrate economiche della pesca,
    soprattutto quella artigianale, offrendo servizi di tipo turistico,
    ricreativo e divulgativo ad un pubblico di “non pescatori”.
    Già da quest’anno alcuni Campi Avventura del WWF, come
    quello di Talamone, in Toscana, hanno inserito attività di
    Pescaturismo nei programmi di educazione ambientale.

Rita
Imwinkelried

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