Nuovo disastro ecologico. Specie a rischio

La petroliera Prestige, carica di 73mila tonnellate di olio combustibile, si è spezzata in due disperdendo gran parte del combustibile in mare. Il tratto costiero minacciato ospita specie protette la cui sopravvivenza è a rischio.

Un immenso manto nero si sta distendendo sulla superficie marina
e sui fondali della Galizia, una delle zone costiere ecologicamente
più preziose dell’Europa. Un manto nero oleoso, denso,
pesante, appiccicoso, soffocante. Esce dalle stive della Prestige,
petroliera battente bandiera liberiana ma charter di una compagnia
russa, che il 13 novembre a 50 chilometri a nord-ovest della Spagna
ha perso i motori e il controllo. L’equipaggio è stato
evacuato. Alla deriva, in balia delle onde e dei marosi, è
stata rimorchiata fino a 8 km. dalla Costa da Morte, iniziando a
perdere olio. Una scia di 32 chilometri.

Ieri, verso le 8 del mattino, la petroliera Prestige si è
spezzata in due. La sezione di poppa è colata a picco. Si
trovava a 137 miglia nautiche (253 chilometri) da Corrubedo e a 133
miglia da Capo Finisterre. Gran parte del combustibile contenuto
nelle cisterne della sezione è finito in fondo al mare.

Già 5mila tonnellate si sono riversate in mare e hanno
creato una macchia a 130 chilometri al largo delle coste della
Galizia. Un’importante e pescosa area marina. E il tratto costiero
minacciato è preziosissimo. Ospita 13 tipi di ecosistema
protetti dall’Unione Europea. Cape Vilan è rifugio di
pulcinelle di mare, gabbiani, falchi pellegrini, nonché di
rarissimi gabbiani larissa, di cui vivono in spagna solo 12 coppie
riproduttive… “Cape Vilan è un punto chiave per la
conservazione globale di questi uccelli” ha dichiarato Alberto Gil,
del gruppo ambientalista leader in Spagna, Ecologistas en
Accion.

“È il tipo peggiore di inquinante con cui avere a che fare –
ha ricalcato Ian White, direttore della International Tanker Owners
Pollution Federation Limited (Gruppo di lavoro dei proprietari di
petroliere sull’inquinamento) – è denso, pesante,
persistente e appiccicoso e non può essere disperso neppure
dal mare grosso”.

“Finché non inizieranno a circolare in maniera consistente
le navi col doppio scafo e ciò non avverrà prima del
2015, anche piccole falle porteranno
poi a situazioni drammatiche” ha dichiarato Fabrizio Fabbri,
direttore scientifico di Greenpeace Italia. “Il doppio scafo
consente, quando una nave riporta dei danni, di trascinarla in
porto, evitando gravi fuoriuscite di petrolio, ma la lobby degli
armatori ha avuto successo nel ritardare l’introduzione di questa
misura, di cui si parla da almeno 15 anni, e la storia ci insegna
che quest’incidenti sono tutt’altro che rari, ogni anno si registra
qualche caso” commenta Fabbri. Greenpeace teme per il delicato
ecosistema delle zone umide di Corrubedo, in Galizia, tutelato
dalla Convenzione di Ramsar, visto che una seconda marea nera sta
raggiungendo la costa, interessando un’area più a sud”.

Diamo un’idea del disastro possibile. Nel 1989 la petroliera Exxon
Valdez ha devastato la costa di Prince William Sound in Alaska
vomitando in acqua 34mila tonnellate di nero petrolio. La Prestige
ne contiene il doppio.

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