Obesità come vuoto da colmare

Quando l’obesità è presente fin dall’infanzia e costituisce un elemento importante nello sviluppo del bambino e nelle sue relazioni.

Nei casi in cui l’obesità è presente fin
dall’infanzia e costituisce un elemento importante nello sviluppo
del bambino e nelle sue relazioni, si osserva che i bambini obesi
sono molto immaturi ed esageratamente dipendenti dalla madre, poco
attivi e poco inseriti tra i compagni.

Le famiglie dei bambini obesi risultano incapaci di svolgere la
loro funzione; in esse le tensioni e i conflitti interni convergono
nel generare un livello di ansia tale da impedire ai genitori di
lasciare che il figlio si sviluppi e acquisti autonomia.

Questi pazienti non si sentono padroni del loro comportamento,
delle loro necessità e dei loro impulsi; hanno l’impressione
di non possedere il loro corpo, di non avere dentro di sé un
centro di gravità. Si sentono invece sotto l’influenza e il
controllo di forze esterne e agiscono come se il loro organismo e
il loro comportamento fossero il prodotto dell’influsso e delle
azioni altrui. La patologia del comportamento alimentare è
strettamente connessa con questo senso di mancanza di
identità, di vuoto, di ità.

L’inattività fisica sembra essere il fattore più
serio e persistente per il mantenimento dell’obesità e
l’indizio più grave di uno sviluppo abnorme della
personalità. E non è che il bambino si muova poco
perché è impacciato dalla sua mole: l’immobilismo ha
origini profonde, deriva dall’incapacità di muoversi di moto
proprio.

Nei casi di obesità di sviluppo, l’adolescenza rappresenta
un momento cruciale per il manifestarsi o l’evolversi del disturbo.
La mancanza di autoconsapevolezza che il ragazzo si porta dietro
dall’infanzia può mostrarsi ora in tutta la sua
gravità, ostacolando l’ulteriore evoluzione. Può
esitare in obesità se un adeguamento passivo alle direttive
familiari mantiene latenti i danni del deficit di autonomia.

Luisa Merati

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