Ogm

Transegnico, aggiornamenti a raffica

Transegnico febbraio ’04: abbiamo pubblicato in LifeGate Alimentazione 4 news tutte sulla questione OGM, in una sola settimana.

Ogm

4 febbraio ’04: Il Belgio si rifiuta di coltivare transgenico

The Guardian: Greens hail an environmental victory for
biodiversity as Belgium rejects Bayer application

Una notizia preceduta, il 28 febbraio, da una ricerca secondo cui
la colza transgenica è nociva per l’ambiente: Financial Times

Il consiglio dei ministri del Belgio ha rigettato una richiesta
della compagnia biotech tedesca Bayer CropScience di coltivare sul
territorio belga una varietà di colza geneticamente
modificata. La colza è una pianta che si coltiva e si
impiega per ricavarne olio per margarina e prodotti preparati.


9 febbraio ’04: In Inghilterra, anche il cibo bio (con soja)
sembra contaminato da OGM. In Italia, le nostre Regioni tentano di
dichiararsi “OGM-free”

Nature
Slow
Food

Secondo ricercatori del Galles buona parte del cibo biologico
venduto in Gran Bretagna è contaminato da OGM.
La Fondazione Slow Food per la Biodiversità: “Sostegno alle
Regioni italiane che si dichiarano OGM-free.”

E’ di ieri la notizia, apparsa sul sito del prestigioso settimanale
scientifico inglese Nature, che il cibo biologico sarebbe
contaminato da OGM. E’ stata infatti trovata soia transgenica nel
40% dei prodotti biologici o dietetici testati da Mark Partridge e
Denis Murphy, ricercatori di biotecnologia all’Università di
Glamorgan in Pontypridd, Galles: di questi prodotti, otto su dieci
erano etichettati come prodotti biologici, cosa che avrebbe dovuto
indicare l’assenza assoluta di contaminazione OGM. Murphy ha
dichiarato che diventerà sempre più difficile in
futuro per chi produce biologico mantenere i propri prodotti
OGM-free.

Una notizia che preoccupa: “E’ ormai evidente che in Europa la
coesistenza tra i due tipi di coltivazione implica pericoli troppo
alti di contaminazione. Rischiamo di percorrere una strada a senso
unico, da cui non si riesce a tornare indietro” ha dichiarato Piero
Sardo, presidente della Fondazione Slow Food per la
Biodiversità. “E arriva a pochi giorni dalla decisione della
Regione Lazio di dichiararsi Ogm-free. Anche la Toscana, il
Piemonte, la Puglia, l’Emilia Romagna si sono impegnate a tutelare
in questo senso le proprie produzioni agricole e alimentari.”
Si tratta di posizioni sostenute con coraggio dal Ministro delle
Politiche agricole e forestali Gianni Alemanno, che ha votato in
Consiglio dei Ministri, il 29 gennaio scorso, contro l’impugnativa
della legge con cui la Regione Puglia ha vietato le coltivazioni di
Ogm su tutto il suo territorio.


13 febbraio ’04: Da “Italia oggi” del 12 febbraio. UK: “Quella
relativa agli OGM è l’assicurazione più rischiosa che
possa essere stipulata al giorno d’oggi”. Parola di
assicuratore!

UK: Nessuna delle grandi compagnie di assicurazione prenderebbe in
considerazione l’ipotesi di assicurare gli agricoltori che
decidessero di coltivare OGM. “Neanche i diretti interessati sanno
dove ci condurranno le biotecnologie, il rischio è troppo
grande”.
Nessuna delle principali compagnie di assicurazione britanniche
prenderebbe in considerazione l’ipotesi di assicurare gli
agricoltori che decidessero di coltivare OGM, nè tanto meno
quelli che volessero tutelarsi contro la contaminazione dei propri
raccolti da parte delle piante transgeniche.
E’ quanto emerso da un sondaggio condotto dall’associazione
Farm.

Tutte le compagnie assicurative intervistate hanno motivato la
propria presa di posizione allo stesso modo: troppo poco si sa in
merito agli effetti a lungo termine degli OGM sull’uomo e
sull’ambiente per essere in grado di offrire delle adeguate polizze
assicurative.

“Quella relativa agli OGM è l’assicurazione più
rischiosa che possa essere stupilata al giorno d’oggi” – spiega
Robert Hartwig, economista dell’Insurance information institute,
associazione sindacale di New York. “Il motivo è semplice:
nessuno, neanche i diretti interessati, sa dove ci condurranno le
biotecnologie, in termini di conseguenze per la salute dell’uomo e
dell’ecosistema”.
I cibio transegnici sono una realtà presente sulle nostre
tavole più di quello che noi stessi possiamo immaginare (75%
degli alimenti in commercio).

Italia oggi, 12 febbraio 2004


13 febbraio ’04: Usa: gli ormoni Ogm per la crescita
provocherebbero cancro alle ossa dei bovini. Sospesa la
distribuzione agli allevatori. Una nota di Aiab

Secondo un articolo di Robert Cohen pubblicato sul sito web
Rense.com, tra breve la macellazione dei bovini negli Stati Uniti
dovrà proseguire su due linee di lavorazione indipendenti:
una per capi allevati con ormoni della crescita geneticamente
modificati e una per capi che non hanno ricevuto trattamenti a base
di Posilac, l’ormone GM prodotto dalla Monsanto. Le prime voci non
ufficiali sugli effetti di questi trattamenti provengono dal
Kentucky: alcuni rappresentanti di cooperative di allevatori
denunciano il fatto che i bovini trattati con Posilac stanno
sviluppando un cancro osseo. Sempre secondo l’articolo, la
Monsanto, in una lettera ai suoi clienti del 19 dicembre 2003, ha
allertato gli allevatori avvisandoli che le forniture di Posilac
sarebbero state limitate fino a quando “non verranno effettuati
miglioramenti e nuove condizioni di preparazione”. La Monsanto
inoltre avrebbe bloccato l’adesione di nuovi clienti adducendo come
motivazione la “scarsità di prodotto che si protrarrà
per diversi mesi”.
Per ulteriori informazioni:www.rense.com/general48/milk.htm (The Organic
Advantage Monthly Ezine)

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