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OGM: la Ue blocca Monsanto

La multinazionale agrobiotech Monsanto aveva avviato una causa contro il governo nel 2000. Ma la Corte di giustizia europea frena sugli ogm.

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Uno dei più controversi temi, che più stanno a cuore
– o sullo stomaco – a tutti noi: il cibo geneticamente
modificato.

Secondo la Corte il governo italiano ha agito nell’interesse della
salute pubblica quando nel 2000 ha vietato l’immissione sul mercato
di alcuni prodotti alimentari con granturco transgenico. La
sentenza concilia sul fatto che la sola presenza di residui di
proteine transgeniche in nuovi prodotti alimentari non impedisce di
metterli in commercio. E tuttavia se uno Stato membro ha motivi
fondati per sospettare l’esistenza di un rischio per la salute
umana, può limitare provvisoriamente o sospendere la
commercializzazione e l’utilizzo sul suo territorio nazionale.

Il primo atto della vicenda è l’8 agosto 2000. Il Governo
italiano, dubbioso sull’innocuità di questi prodotti, emise
un decreto con il quale ferma l’arrivo dei prodotti in territorio
italiano. Immediatamente la Monsanto e le altre presentarono un
ricorso al Tribunale amministrativo del Lazio ritenendo il decreto
del governo contrario al diritto comunitario. Il Tar si rivolse
alla Corte Ue. Ed ecco oggi la sentenza.

Alfonso Pecoraro Scanio, allora ministro dell’agricoltura, ha
parlato di quest’ennesima sconfitta per le multinazionali, dopo i
dieci avvisi di garanzia inviati dalla procura di Torino un mese fa
ai dirigenti italiani di altrettante industrie agricole che
avrebbero commercializzato in Italia centinaia di sacchi di semi di
mais senza riportare, nell’etichetta, la presenza di sostanze
geneticamente modificate. “E’ un importante vittoria degli
ambientalisti, una conferma che il presidente Amato fece bene in
quell’estate del 2000 ad accogliere in Consiglio dei ministri le
nostre tesi”.

Stefano
Carnazzi

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