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OGM: ma l’Italia ha votato a favore?!

L’Italia è da sempre su posizioni di forte diffidenza verso gli OGM. Dai consumatori, agricoltori e compreso i politici

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L’Italia è da sempre su posizioni di forte diffidenza verso
gli OGM. Non li vogliono gli italiani, secondo tutti i sondaggi.
Non li vogliono i coltivatori. Non li voleva il precedente ministro
dell’Agricoltura, Alfonso Pecoraro Scanio, e non li vuole l’attuale
ministro, Gianni Alemanno.
Però ieri l’Italia ha votato A FAVORE. Il sottosegretario
Paolo Scarpa Bonazza Buora, che sostituiva il
ministro Alemanno in sede di votazione al Consiglio dei ministri
agricoli UE, nonostante l’astensione concordata, ha votato SI
all’autorizzazione.

Hanno votato a favore del mais Bt11: Regno Unito, Italia, Olanda,
Svezia, Irlanda, e Finlandia.
Contro: Francia, Grecia, Portogallo, Austria, Danimarca, e
Lussemburgo.
Astenuti: Germania, Spagna e Belgio.

Abbiamo chiesto spiegazioni a Simona Capogna, dell’associazione
Verdi
Ambiente e Società
. “E’ stata una sorpresa anche per
noi. Il ministro Alemanno è sempre stato nostro
interlocutore sul tema OGM, ci aspettavamo una posizione diversa
dall’Italia. Abbiamo chiesto ufficialmente al ministro di smentire
il sottosegretario”.

La smentita – che non è ancora arrivata dal Ministero –
è urgente e importante, “non solo per questo mais BT che
sarà etichettato e potremo scegliere o no se
acquistarlo
– rimarca Simona Capogna – ma bisogna che l’Italia
torni sui suoi passi soprattutto in relazione al fatto che
prossimamente in Europa si dovranno prendere decisioni importanti.
Sulla soglia di
tolleranza
accidentale consentita negli alimenti normali, che
OGM non sono, e su come sia possibile la coesistenza in agricoltura
tra campi coltivati di OGM e altre coltivazioni, specialmente
biologiche”. I pollini OGM contaminano i campi vicini.

“E’ confermato – conclude la responsabile dei Verdi Ambiente e
Società – che il mais che avrà il via libera in
Europa sarà comunque vietato in Italia grazie al DCPM del 4
agosto 2000. Infatti, nonostante il ricorso dell’Assobiotech alla
Corte di Giustizia europea, il divieto rimane in vigore: la Corte
stessa ha ribadito che è legittimo che uno Stato decida
autonomamente di fermare le importazioni se non ritiene sufficienti
gli studi di sicurezza su un OGM”.

In Italia, quindi, la battaglia è ancora in corso.

Paola Magni
Stefano
Carnazzi

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