Ogm

OGM: una libreria piena

A Milano la presentazione del libro OGM. Le premesse erano quelle di una tranquilla presentazione di un libro nella piccola saletta della libreria Feltrinelli.

Ogm

Un libro dal titolo un po’ lungo, una serata di pioggia, un tema
scottante e siglato di diffidenza, gli OGM; un parterre di
relatori prestigiosi ma noti presso un pubblico già
informato, meno per un lettore comune.

Le premesse erano quelle di una tranquilla presentazione di un
libro nella piccola saletta della libreria Feltrinelli di via
Manzoni. Sorpresa. I due piani dei locali della libreria si sono
colmati di persone, una ressa imprevedibile. Sorpresa. Dagli
interventi dei relatori, invitati da Fabrizia Pratesi e
Giulia Maria Crespi, scaturiscono applausi.

Jean Pierre Berlan, primo studioso di agronomia in
Francia, parla di “chimere genetiche brevettate” che segnano
l’assalto finale delle industrie agrochimiche e biotech alla
vita.

Gianni Tamino dà una valutazione di tutti i rischi
dell’introduzione di OGM nel mondo: per l’ambiente, la salute
umana, degli animali, ma anche in termini culturali, sociali,
economici. Cioè, di diritti umani e dei democrazia: “il
rischio di perdere qualunque di possibilità di controllo sul
futuro dell’alimentazione”.

Sergio Francardo, autore di I semi del futuro,
riflessioni di un medico sui cibi transgenici
, ha citato esempi
concreti: “La transgenesi non risolve il problema. Prendiamo il
golden rice. Quando si somministra beta-carotene di sintesi, studi
clinici lo confermano, si cura lo 0% dei casi di eritemi solari. Ma
quando prescrivo ai miei pazienti succo di carota
biodinamico
, il 100% guarisce! E’ il complesso di nutrienti che
cura: non è con la vitamina A transgenica che risolveremo il
problema della malnutrizione, fame nel mondo, della carenza di
vitamine…”. “E con la diffusione di piante transgeniche – rincara
la dose – e con i pollini nell’aria, chi è medico lo sa e si
prepara, avremo sempre più allergie, e già oggi vi
sono in Italia centinaia di allergici totali, che sono ormai
handicappati, il cui sistema immunitario, che è un sistema
di riconoscimento, non riconosce più a!”.

Simone Vieri, Capo Ufficio studi del Ministero delle
politiche agricole, ha concluso con un lungo intervento,
significativo anche perché ha recato i saluti – e
l’orientamento – del ministro dell’Agricoltura, Gianni Alemanno.
Doveva essere incentrato su “un bilancio degli OGM nel mondo”. E’
invece stato una “guida a come impedire che gli OGM arrivino in
Italia”! “52 milioni di ettari nel mondo sono coltivati a OGM – ha
esordito -. Sono tanti, nel mondo. Ma sono in pochi Paesi. Paesi
con sistemi agrari molto diversi dal nostro. 42 milioni sono negli
USA: ma lì sono solo il 4% del terreno agricolo complessivo,
e per questo, lì, per le ampie distanze, l’agricoltura
biologica americana può prevedere la ‘tolleranza zero’. In
Cina, che si dice essere ‘la nuova frontiera degli OGM’: 2 milioni
800mila ettari, lo 0,3% della superficie agricola del Paese. Come
se coltivassimo in Italia due o tre orti a transgenico: non ci
preoccuperemmo così tanto… Noi abbiamo un sistema agrario
ove gli OGM non sono possibili. Non si può coesistere. La
superficie media delle aziende agricole è 5 ettari, vi sono
situazioni orografiche e microclimatiche particolari, e,
peculiarmente in Europa, abbiamo un terreno molto argilloso:
colloidi in cui, è dimostrato da studi, frammenti di DNA si
aggrappano e permangono nel tempo!” Poi Vieri ha comparato la
logica delle industrie biotech a quella degli “imperi coloniali”, e
indicato quali baluardi abbiamo a nostra difesa. “Come ci si
può opporre? Può opporsi solo la politica. Non la
scienza. Questa è una tecnologia sviluppata solo dai
privati, e gli unici che se ne occupano sono gli scienziati pagati
dagli stessi produttori. La politica deve opporsi sanando un
conflitto di interessi gravissimo. Inoltre, è esplicita
volontà di queste aziende introdurre semi contaminati. Ma in
Italia abbiamo un’ottima legge sementiera. Finché ci
sarà questa legge, avremo semi non contaminati. Al Ministero
facciamo tutti gli anni controlli; e se si trovano semi OGM
significa che i controlli funzionano. Per quanto riguarda la
coesistenza (tra OGM e non), il Ministero ha preparato un decreto
trasmesso formalmente alla Presidenza del Consiglio dei Ministri il
12 dicembre 2003. E da allora lì giace…” Un ultimo spunto,
dalla causa intentata al WTO contro l’Europa dagli USA. “Noi non
pretendiamo che gli USA smettano di coltivare OGM. Allo stesso modo
loro non dovrebbero obbligarci a importarli”.

Un principio di reciprocità.
Insomma, gli OGM: per non essere obbligati a mangiarne, siamo
almeno obbligati a informarci…

Stefano Carnazzi

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