Olio di soia: buone nuove dal Brasile

America Latina e ambiente: buone notizie dal Brasile. A quanto sembra, attuare percorsi virtuosi contro la deforestazione è una realtà.

La prima buona notizia è che le catene di supermercati e
l?industria dell?olio vegetale brasiliani si sono impegnati ancora
per un altro anno a non comprare soia coltivata in aree di recente
deforestazione. La prima versione dell?accordo risale al 2006, ma
in quel periodo i prezzi internazionali degli oli vegetali erano
molto bassi e si pensava che limitarne la distribuzione li avrebbe
fatti alzare un po?. Oggi invece la situazione è diversa e i
prezzi si sono alzati. Nonostante questo associazioni
ambientaliste, governo e associazioni di imprenditori hanno deciso
comunque di prorogare l?accordo. Quindi quest?anno, ancor
più del 2006, possiamo parlare di una vittoria
dell?ambiente, perché si è deciso di proteggere la
natura a prescindere dalla congiuntura economica.

Ma sullo stesso fronte c?è anche un?altra buona
notizia?

Certo e anche questa arriva dal Brasile. I protagonisti non sono
i vertici governativi né le associazioni di impresa,
bensì le comunità afrobrasiliane che vivono nella
costa atlantica del Sud, tra San Paolo e Curitiba. Queste
comunità vengono chiamate ?Quilombolas?, nome che ha origine
dalla parola Quilombo, che qualche secolo fa veniva usata per
indicare le enclavi di schiavi. Oggi in Sudamerica questa parola
viene usata nel linguaggio comune per indicare una situazione di
confusione. L?equivalente italiano di quilombo è caos,
macello. Ma torniamo alle Quilombolas. Queste comunità fino
a poco tempo fa vivevano tagliando l?albero della Jucara e
producevano disboscamento; ma da qualche anno hanno iniziato a
rendersi conto che è più redditizio lasciare vivo
l?albero ed estrarne il cuore, il cosiddetto ?palmito?, per
distribuirlo nel mercato alimentare. O ancor meglio cogliere il
frutto per lavorarne la polpa. Due settimane fa, tredici uomini di
Ivaporunduva, il quilombo più antico della zona, si sono
arrampicati sulle montagne locali caricandosi sulle spalle sacchi
pieni di semi di Jucara e li hanno sparsi con l?intento di favorire
la riforestazione di questo albero. Si tratta di un Mutirao, parola
di origine indigena che indica lo sforzo volontario degli individui
in favore dell?intera collettività.

A cura di Claudio Vigolo

Articoli correlati