Ordinanza contro le razze aggressive. Quali sono?

A seguito degli episodi di attacchi feroci da parte di cani, soprattutto pitbull, registrati nelle ultime settimane, è stata promulgata anche in Italia una severa regolamentazione contro le razze agressive.

Sulla Gazzetta Ufficiale del 12 settembre scorso è stato
pubblicato il provvedimento, in vigore per un anno (a decorrere
dalla pubblicazione), che vieta l’addestramento di pitbull e di
cani di qualunque altra razza, inteso ad esaltarne la naturale
aggressività o potenziale pericolosità, qualsiasi
operazione di selezione o di incrocio tra razze di cani con lo
scopo di svilupparne l’aggressività e la sottoposizione di
cani a doping.
La misura decisa dal Ministro coinvolge anche i cani appartenenti a
“razze con
spiccate attitudini aggressive” appartenenti ai gruppi 1° e
2° della classificazione della federazione cinologica
internazionale
.

Viene poi sancito l’obbligo di usare il guinzaglio e la museruola
nei luoghi pubblici, secondo il regolamento di polizia
veterinaria.

Secondo il provvedimento, inoltre, chiunque possegga o detenga cani
potenzialmente temibili è tenuto a stipulare una polizza di
assicurazione di responsabilità civile per danni contro
terzi, definita secondo i massimali e i periodi di durata stabiliti
dal Ministero delle Attività Produttive.

I detentori di queste razze che non intendono adeguarsi alle
disposizioni dell’ordinanza e scelgono di non tenere più
l’animale debbono interessare le autorità veterinarie
competenti nel territorio al fine di ricercare idonee soluzioni di
affidamento del proprio cane.

Con questo provvedimento, l’Italia si allinea a disposizioni severe
vigenti da tempo in altri paesi dell’Unione Europea. In Francia e
in Germania i pitbull sono ormai stati messi al bando.

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