Ossessione bilancia

Passaggio obbligato del nostro rapporto col cibo e con il peso, questo strumento ci disabitua dall’osservare e ascoltare i segnali e le percezioni che naturalmente arrivano dal nostro corpo.

Tutto si gioca in quel momento, quando saliamo sulla bilancia e
riceviamo il verdetto. Sia che si voglia acquistare o perdere peso,
lei si trasforma in un giudice, in una divinità crudele, che
impone punizioni e chiede sacrifici. Posta di solito in bagno,
simbolico luogo di purificazione, la bilancia viene consultata o
evitata in modo compulsivo.

A ridurci così, senza a togliere all’importanza di questo
strumento, è l’alleanza per certi aspetti molto insana tra:

  • l’abitudine squisitamente scientifica di dare parametri
    standard, netti e classificabili;
  • la pressione culturale e industriale sul peso ideale;
  • il complicato rapporto con noi stessi e il nostro aspetto
    fisico.

Per svincolarci da questo abbraccio mortale dovremmo ricondurre la
valutazione del nostro peso, dall’esterno all’interno. In altre
parole percepire il peso, prima ancora di controllarlo e ricorrere
ad una propria “bilancia interna”. Un passaggio importante per
riacquistare, ma soprattutto mantenere il peso forma, perché
con esso:

  • attiviamo o rieduchiamo un meccanismo interno, che opera scelte
    alimentari consapevoli, adatte alle nostre specifiche e variabili
    esigenze;
  • ci dotiamo di una bussola, che in ogni momento ci
    segnalerà l’esatta posizione del nostro peso e quanto si sia
    allontanato dalla rotta prevista.

Una bilancia interna che ci obbliga a ripensare il nostro rapporto
mente-corpo, di cui il peso è un sensibilissimo barometro.
La mente “mangia” o “digiuna”, infatti, trascurando le esigenze
dell’organismo, perseguendo un’immagine ideale scollegata dal
nostro fisico. Solo dopo aver ricomposto questi vari parametri,
potremo ritrovare nella nostra vecchia, cara bilancia, un’amica e
non un giudice. Per utilizzarla efficacemente basteranno alcune
piccole abitudini:

  • pesatevi sempre nudi, a stomaco vuoto, meglio se al mattino
    prima di colazione;
  • non fatene un appuntamento fisso, cercatela solo per verificare
    la vostra bilancia interna;
  • se le circostanze vi obbligano a pesarvi costantemente, fatelo
    sempre alla stessa ora e ad intervalli regolari, per es. ogni due
    giorni, una volta alla settimana ecc.;
  • in caso di dieta tenete un’agenda dove segnare la data, l’ora
    in cui vi siete pesati, come vi sentite e cosa avete mangiato in
    quei giorni.Licia Borgognone

Articoli correlati
La condizione di dieta permanente

Si tratta di un atteggiamento mentale che l’individuo adotta riguardo al cibo con l’intento di ridurre l’apporto calorico. Si impone un complesso di obblighi e divieti alimentari allo scopo di dimagrire e assolutamente di non ingrassare.

Il cibo giusto a portata di mano

L’importante differenza ci consente di guardare al cibo come aiuto indispensabile per scaricare in modo sano lo stress e l’abitudine al superlavoro.

Alimentazione. Anche la quantità conta

Bevande “anti-fame”, diete improvvisate, modelle ultra magre: il “giusto” peso proposto dai media non è sempre il più adatto a noi. Ecco perché conta anche la quantità.