“Paraquat”: dal Vietnam ai nostri piatti

Il Comitato Scientifico della Commissione europea ha appena approvato l’utilizzo del “Paraquat”, un pericoloso erbicida utilizzato nella guerra del Vietnam.

Un nuovo veleno si potrà trovare sulla verdura in vendita dagli ortolani. In effetti è un “vecchio” veleno, dato che è un erbicida da decenni prodotto da una delle più colossali aziende agrofarmaceutiche del mondo. “Nuovo” perché il suo uso è stato recentemente riapprovato
dai vertici dell’Unione Europea.

A riferire della legalizzazione è la portavoce della Commissaria europea all’ambiente Margot Wallstrom, la quale precisa che l’introduzione del Paraquat sarà soggetta a rigide limitazioni che ne renderanno improbabile l’accesso da parte del grande pubblico. Insomma, l’erbicida, al centro di aspre polemiche, sarà utilizzabile soltanto dagli addetti ai lavori… che lo spruzzeranno nei campi di verdure e ortaggi destinati a tutti noi. Una scelta incomprensibile data l’esistenza in agricoltura di
moltissimi metodi alternativi per il controllo delle erbe infestanti.

Il Paraquat è sinonimo di 1,1′-Dimethyl-4,4′-bipyridinium; N,N’-dimethyl-L,L’-dipyridylium; methyl viologen (2+). E’ un erbicida a contatto non selettivo (cioè non ha specie bersaglio, uccide tutto quello su cui si posa). E’ una preparazione di dicloride e bismetil-solfato-derivati. Frasi di rischio: R24 R25 R36 R37 R38.

La sua pericolosità è “impossibile da gestire” secondo gli ambientalisti. Ecco le diciture scientifiche di legge: “Gravemente tossico per inalazione, ingestione e per contatto con la pelle. Possibile mutageno. Possibile cancerogeno. Può essere fatale se diffuso, inalato o assorbito attraverso la pelle. Gravemente distruttivo delle mucose. Causa ustioni”. “Causa ulcerazioni del tratto digestivo. Diarrea, vomito, danni renali, itterizia. Edema, emorragie, e morte per anossia (disordini neurologici)”.

Rapporti scientifici e indagini condotte in tutto il mondo, dalla Thailandia all’Indonesia fino agli Usa, attribuiscono al Paraquat effetti dannosi gravi per la salute: risulterebbe nocivo per pelle,
fegato, polmoni, occhi e per le articolazioni delle mani e dei piedi. Nel 2000 è stato usato in Messico dal governo per la distruzione di un campo di marijuana: è stato responsabile dell’intossicazione di un’intera comunità indigena e della
morte immediata di una bambina.

Ma gli effetti nocivi del Paraquat si ripercuotono anche sull’ambiente: una volta fissato al suolo è molto persistente. Lo si legge già nelle dichiarazioni di avvertenza dello stesso produttore: “Può avere un’emivita che supera in certi casi i 15 anni ed è sostanza ad alto rischio di accumulo nell’ambiente”.

Per tutti questi motivi il Paraquat è bandito in undici paesi al mondo, tra i quali spiccano gli Stati Uniti, che ne hanno verificato direttamente la pericolosità… quando, durante la guerra, ne hanno irrorato il territorio del Vietnam.

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