Parla Julia Butterfly Hill

In occasione della fiera “Ricicla” a Rimini, LifeGate ha incontrato Julia Butterfly Hill, la giovane americana che ha vissuto per più di un anno sopra una sequoia.

Una donna bella, vivace, comunicativa con lo sguardo che esprime
grande maturità. In Italia è appena uscito il suo
nuovo libro: “Ognuno può fare la differenza”, dove analizza
il rapporto tra la vita impostata con una logica economica e la
vita che segue un ordine naturale.

E’ la prima volta che vieni in Italia per partecipare a un
evento?

No, è la terza volta. Le altre volte mi ha chiamato il mio
editore italiano e nell’occasione ho fatto parecchio lavoro con
gruppi come Legambiente, WWF e altri. Questa è la prima
volta che vengo appositamente per un avvenimento
dedicato all’ecologia. Considero la fiera “Ricicla” un evento molto
importante. Gli Stati Uniti avrebbero da imparare molto dall’Europa
in questo perché i
nostri governanti sostengono che le tecnologie sostenibili riguardo
all’azione del riciclo sono troppo difficili. Per questo non
vengono applicate. E consumiamo e consumiamo e buttiamo via quasi
tutto. Sarebbe molto importante
farli venire qui per imparare e vedere tutte queste aziende e
società specializzate nel settore dell’ecologia e del
riciclo.

Hai contatti con altri paesi europei?
Sono stata in Germania per parlare e per fare un azione contro la
West LB Bank, una banca tedesca che sta finanziando la costruzione
di un oleodotto
nell’Ecuador. Penso di tornare là dopo quest’impegno.

Cosa rispondi a politici ed economisti quando consigliano
ai cittadini di fare più shopping per superare la crisi
economica?
Penso che questo tipo di ragionamento
è come un cancro, perché come il cancro si sviluppa e
cresce nutrendosi dalla vita dell’individuo. Così questo
tipo di economia si alimenta dei bisogni indotti della vita
odierna. In America l’89% della pubblicità è rivolta
verso i giovani al di sotto dei 18 anni. E’ la parte più
vulnerabile della popolazione che più di altri pensa che
possedendo
determinate cose sei qualcuno, appartieni a qualcosa. So che in
Italia non è diverso, che anche qui l’apparenza è
importantissima e quando sei bombardato con delle immagini che ti
dicono che sei speciale se compri questo e quello, ti adegui. La
gente si comporta in questo modo perché nessuno dice
chiaramente che ci sono anche altre possibilità.

Sei vicina a qualche movimento religioso o spirituale?
Sì, all'”interfaith coalition for environment caring for
Creation”, cioè “coalizione interreligiosa per la difesa
ambientale del Creato”. A questo movimento fanno parte musulmani,
ebrei, cristiani, cattolici, luterani, buddisti
ed altri. Lavoriamo tutti insieme per la protezione dell’ambiente.
E’ un movimento che ultimamente è molto in crescita negli
Stati Uniti.


Rita Imwinkelried

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