Passione di vino

Chi osserva il mercato e le tendenze senza dubbio se ne sta rendendo conto:

Questo prodotto sta diventando un “must”, e così rapidamente
che lo si può definire un grande fenomeno. Circa venti anni
fa si trovavano commercializzati i vini delle grandi aziende
vinicole: i migliori, erano prodotti di buona qualità; la
gran parte invece, di qualità inferiore, era destinata a un
consumo ‘non consapevole’, talmente quotidiano che il vino si
assumeva senza quasi chiedersi che annata o quali vitigni
contenesse. I canali di commercializzazione erano le drogherie, le
trattorie, i ristoranti e i supermercati.

Negli ultimi anni i figli dei vignaioli e dei contadini (che prima
conferivano le loro uve alle grandi case, lasciando a queste ultime
l’onere di vinificarli e distribuirli) hanno frequentato le scuole
enologiche di Alba o di San Michele all’Adige, divenendo sempre
più consapevoli dei processi di vinificazione, e più
esperti nella crescita dei vitigni, nelle rese per ettaro,
nell’ottimizzazione delle fermentazioni e nell’utilizzazione dei
legni delle botti.

In Piemonte, ad esempio, le uve moscato che prima venivano
convogliate per la produzione dell’Asti spumante, vennero in
seguito vinificate nelle cantine di casa. Con l’avallo tecnologico
e la consulenza di enologi, è iniziata la produzione del
Moscato di Asti, nel quale si distinguono i profumi e le sfumature
tipiche dei diversi vigneti, a differenza del precedente prodotto
genericamente spumantizzato. Questo stesso fenomeno si è
verificato anche per gli altri vitigni, dal Friuli alla Sicilia. In
questi ultimi decenni poi, la ricerca e la selezione si è
fatta più esasperata e la qualità è salita
moltissimo. Già oltre al metodo di coltivazione
convenzionale si tende ora a coltivare biologico con eccellenti
risultati; la più complessa coltura biodinamica, lascia
invece ancora perplessi gran parte dei vignaioli tradizionali.

Anche i privati consumatori hanno iniziato ad addentrarsi in questo
panorama frequentando corsi e partecipando a degustazioni. Il
turismo del vino e’ in piena espansione. Sono sorte le enoteche, e
ora, molto di tendenza sono i Wine bar, locali dove il vino e solo
il vino, si mesce e si degusta. Un’ulteriore conferma della
popolarità del vino ci viene anche dall’ultima fiera
internazionale di Verona, il “Vinitaly”, che ha avuto largo
riscontro su stampa, televisione, editoria. Evviva!

Ma il mondo del vino si trova anche ad affrontare qualche
difficoltà: per i contadini viticoltori è attualmente
più difficile disporre di manodopera specializzata per le
continue cure richieste dal vigneto. Inoltre l’incessante e
crescente richiesta a cui i produttori sono soggetti, ha fatto
sì che le bottiglie vengano attese dai mercati e molto
spesso consumate prima che i vini siano di fatto allo stato
ottimale di beva e di evoluzione. Si ritiene che la soluzione di
queste problematiche possa essere una delle topiche del prossimo
decennio. Così come le differenti tipologie di coltivazione.
Nel frattempo, godiamoci il grande momento di questo nobilissimo e
sano prodotto. Buona degustazione!

A cura di
Simonotti Enoteca
www.wineacademyitaly.com

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