Passo per passo: come un Comune realizza un impianto fotovoltaico

A Barzago (Lc), l’edificio contenente la sala consiliare consuma esclusivamente energia prodotta da un impianto fotovoltaico installato sul tetto. Ecco come

La maggior attenzione ai delicati equilibri ambientali, da una
parte, e l’eccessivo consumo di energia elettrica dall’altra, con
il costante rischio di altri “black out”, rendono sempre più
attuale e concreta la possibilità di realizzare nella
propria casa o nell’azienda impianti fotovoltaici, capaci di
trasformare il calore del sole in energia elettrica immediatamente
utilizzabile senza dipendere da centrali.
Anche singoli Comuni ed Enti Pubblici si stanno attivando per
usufruire degli incentivi sempre più numerosi e stanno
introducendo l’energia solare in Municipio e nelle scuole.

Le tappe che portano dall’idea alla sua concretizzazione sono
sostanzialmente le stesse anche per il singolo individuo che
volesse dotare la sua abitazione, o locale di lavoro, di un
impianto alimentato a energia
solare
. Tra le facilitazioni di cui anche i privati
possono usufruire vi è lo sgravio del 36% dell’IRPEF per le
ristrutturazioni edilizie, e l’IVA ridotta del 10% per l’acquisto
dei pannelli.

Rilievo di fattibilità
Il primo passo deve essere effettuato da un progettista. Il “rilevo
di fattibilità” include: calcolo dei consumi dell’edificio e
del numero dei pannelli adatti per coprire completamente, o quasi,
il consumo di energia elettrica; individuazione dei punti in cui
collocare i pannelli; quantificazione dei
costi
. Non sempre si riesce a coprire tutto il consumo
con energia fotovoltaica, anche coprendo tutto lo spazio sul tetto,
e non sempre conviene. A volte, per risparmiare sul consumo,
può essere più conveniente intervenire, per esempio
sul tipo di illuminazione.

Approvazione del progetto
Una volta quantificati i costi c’è da fare la variazione del
bilancio, se il progetto viene realizzato in ambito comunale, e da
far approvare il progetto dalla giunta.

Richiesta di
finanziamenti pubblici

Sostenere tutti i costi
relativi alla realizzazione di un impianto richiede un onere troppo
elevato per i Comuni. Bisogna verificare quali sono le
possibilità che offre il posto in cui ci si trova,
perché finanziamenti possono essere erogati dalla Regione,
dalla Provincia o dalla Comunità Europea. Un consiglio:
più bassa è la percentuale di contributi che si
chiede rispetto al costo complessivo, più alta è la
possibilità di ottenerli.
Per quanto riguarda i privati, molte Regioni stanno rinnovando i
bandi nell’ambito del programma del ministero
dell’Ambiente
che finanzia fino al 75% delle spese di
installazione per impianti di potenza compresa tra 1 e 20 kilowatt,
integrati o installati nelle strutture edilizie.

Appalto del lavoro
L’installazione dell’impianto può essere effettuata soltanto
da ditte regolarmente iscritte all’Albo Provinciale delle Imprese
Artigiane in possesso dei requisiti tecnico-professionali previsti
dalla legge 46/90 o da tecnici competenti autorizzati dalle imprese
certificate. Dopo aver fatto una piccola indagine di mercato –
giacché esistono diversi tipi di pannelli con
caratteristiche tecniche, estetiche e rese diverse -, sarà
insieme a loro che si deciderà che tipo di pannelli
utilizzare, in base alle proprie esigenze e ai tipi di locali da
dotare di energia.

Installazione
Una volta approvato, scelto e deciso tutto, i tempi di
installazione sono velocissimi: per una sala consiliare, per
esempio, sono bastati due giorni. Prima di mettere l’impianto in
funzione l’Enel installa un converter collegato al contatore
esistente per misurare l’energia che va nella rete, permettendo in
caso di una produzione maggiore del fabbisogno di cederla al
gestore della rete elettrica, che accorderà al proprietario
dell’impianto un credito annuale disponibile per eventuali prelievi
di energia.


Rita Imwinkelried

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