Patagonia senza dighe

Gli ambientalisti insorgono contro il progetto HidroAysén per la costruzione di due dighe in Patagonia. I danni all’ambiente e agli abitanti sarebbero enormi

Nella
Patagonia cilena ci sono due fiumi che possono
essere considerati tra i più selvaggi ed incontaminati del
pianeta: il Pascua ed il Baker. Un consorzio composto dalla
compagnia elettrica italiana Enel, la quale controlla la spagnola
Endesa, ed il partner cileno Colbún, ha promosso un progetto
denominato HidroAysén per la costruzione di due
dighe sul Pascua e tre sul Baker. Lo sbarramento
dei corsi di questi fiumi causerà l’allagamento delle foreste
primarie e delle terre più produttive della zona. La più
lunga linea di trasmissione elettrica mai costruita prima,
attraverserà foreste pluviali incontaminate uniche al mondo
per trasportare elettricità per 2.300 chilometri per
alimentare le miniere di rame del Cile.

Un’altra
impresa italiana, Patagonia Italia
(abbigliamento tecnico per l’outdoor), forse anche a causa di
questa omonimia, si schiera dalla parte di chi dice no e sostiene
l’associazione Mani Tese per dire stop al
progetto HidroAysén
chiedendo all’amministratore delegato
di Enel, Fulvio Conti, di sospendere immediatamente la propria
partecipazione al progetto HidroAysén.

Noi abbiamo sentito in proposito l’amministratore delegato di
Patagonia Italia, Andrea Tomasini.

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