Per piacere mangia

Che rapporto avete con il cibo?

“Non si può pensare bene, né amare bene, né
dormire bene se non si è pranzato bene”.
Virginia Woolf

In un mondo dove tutti hanno poco tempo e lo stress impazza, dove
ogni giorno arrivano notizie spaventose sulla qualità del
cibo (mucca pazza, polli alla diossina, pesticidi a go-go…), dove
bisogna essere belli e magri ad ogni costo, è naturale che
si rischi di perdere il gusto per una delle esperienze più
gratificanti della vita: mangiare. Tartassati da pubblicità
fuorvianti, condizionati dalla moda e da ritmi di vita iperveloci,
rischiamo di perdere di vista la valenza umana e culturale, oltre
che edonistica, del cibo.

L’atto del mangiare, come ogni esperienza umana, ci coinvolge a
tutti i livelli, in un mosaico percettivo ed esperienziale in cui
tutti i sistemi (digestivo, nervoso, immunitario) interagiscono fra
loro; il cibo ci influenza non solo con i suoi componenti chimici,
ma anche per il modo in cui lo consumiamo. Un’arrabbiatura
può far aumentare l’acidità gastrica o interferire
con il flusso biliare (avete per caso un temperamento “bilioso”?),
l’angoscia e il senso di colpa possono favorire la stitichezza, una
carenza affettiva può scatenare un’incontenibile fame di
cioccolato (ricco di sostanze che migliorano l’umore), così
come innamorarsi può aiutare a dimagrire (le endorfine
attenuano la fame).

E allora come la mettiamo? Fatevelo dire da una che il cibo lo ama
alla follia: mangiare bene e con piacere si può! Per
cominciare, potremmo riappropriarci del cibo come esperienza
globale, senza relegarlo nella categoria degli “optionals” della
nostra giornata. Come insegna la medicina ayurvedica, mangiare
richiede attenzione, e si dovrebbero seguire alcune semplici
regole, come ad esempio mangiare in un ambiente piacevole e
tranquillo, non parlare di lavoro mentre si mangia, non avere
fretta di finire tutto subito, non mangiare troppo, scegliere
alimenti stuzzicanti tanto nel gusto che nell’aspetto.

Se poi i vostri ritmi di vita ve lo impediscono (il bar vicino
all’ufficio serve solo tramezzini di plastica e panini
confezionati), provate a dedicare 5 minuti al giorno alla
preparazione di uno dei panini che vi proponiamo nella rubrica
dedicata alle ricette, o concentratevi sui pasti a casa; un pasto
cucinato con cura, colorato, preparato con ingredienti biologici
naturalmente gustosi e profumati, trasmette fiducia in quello che
si mangia, induce un atteggiamento positivo verso il cibo e, oltre
a favorire la digestione, aiuta a fare del mangiare un vero e
proprio piacere, un viaggio umano e interiore profondo e
appassionato.

Francesca Marotta

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