Perch

In un mondo in cui l’attenzione

La vita scorre rapidissima attorno a noi, e il tempo ne scandisce i
ritmi. La focalizzazione sulle esigenze del mondo esterno è
ormai prioritaria per tutti.

Il lavoro e la famiglia; le esigenze fisiche, ludiche e culturali;
gli spostamenti necessari, la tecnologia: queste sono le esigenze
primarie che rendono l’uomo orientato in modo stabile e continuato
verso ciò che gli è esterno.
Così ignora, praticamente, se stesso.

Oggi, l’attenzione è rivolta molto verso la cura (esterna ed
estetica) del corpo; in caso di disturbi o malattia – e solo in
questo caso – verso il suo interno.

L’attenzione prioritaria della nosta civiltà è
diretta verso le esigenze lavorative, il divertimento e, ovviamente
le familiari. Persino le culturali.

E la psiche?
“Ma serve prestarle attenzione? Ad abbandonarla, ci fa soffrire? Si
può curarla, prevenire i suoi dolori, farla sviluppare bene?
Costa?”

La meditazione è una tecnica – quindi è solo uno
strumento – a disposizione dell’individuo: lo aiuta a focalizzarsi
nuovamente – se si è distratto – verso la sua realtà
interna.

In pratica, gli permette di prendere contatto con la sua
soggettività, spesso non ben conosciuta, e gli consente di
scoprire non solo come è fatta ma anche se, e come,
può essere modificata.

Insomma: “come sono fatto io?”.
La soggettività può essere percepita in quanto
correlata al corpo fisico (con le sensazioni) oppure al corpo
psichico (con le emozioni, i sentimenti e le funzioni mentali).

La psiche, infatti, è composta di dimensioni, attive e
viventi, che normalmente sono date per implicite ma non
focalizzate; vengono vissute lasciandole scorrere; ma su di esse
spesso non c’è alcuna concentrazione. E non se ne ha alcuna
consapevolezza.

“Non c’è il tempo”. Ma nemmeno la capacità e la
voglia.

Tutto, in fondo, sembra scorrere attorno a noi: anche la nostra
vita interna.

A meno che, però, reazioni interne molto forti qualche volta
esplodano (traumi fisici, emozioni violente o sentimenti primari,
intuizioni folgoranti) e travolgano la vita costringendo l’essere
umano a diventare partecipe di questi livelli; a farli affiorare,
per affrontarli anziché lasciare che vegetino come
sottobosco del subcosciente, magari per tuttta la vita.

Questo è il momento in cui la meditazione afferma con forza
il suo valore.

Flavio Alterisi

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