Pesticidi: una minaccia per i bambini

I pesticidi chimici che rimangono come residuo sugli alimenti sono pericolosi per gli adulti, ma ancor più per i bambini

I pesticidi, si sa, possono essere tossici, cancerogeni,
allergogeni; ma vi siete mai chiesti che effetto fanno ai bambini?
I ritmi metabolici dei bambini sono diversi da quelli degli adulti;
la loro capacità di metabolizzare ed eliminare le tossine
è minore; la loro sensibilità agli agenti allergogeni
e cancerogeni è maggiore.

Secondo una ricerca svolta dall’Environmental Working Group i
bambini che consumano regolarmente cibi con residui di pesticidi
corrono un rischio molto più elevato rispetto agli adulti di
contrarre il cancro. Sommando il rischio derivante dalla presenza
sugli alimenti di 8 pesticidi utilizzati comunemente per la
produzione di 20 tra frutti e ortaggi, il bambino “medio”, tra 0 e
6 anni può vedere decuplicato il livello di rischio
considerato “accettabile” dalla medicina.

Molti studi hanno dimostrato che i pesticidi, se assunti nel
periodo neonatale e nella prima infanzia, possono alterare, anche
in modo irreversibile, la funzionalità e lo sviluppo dei
sistemi nervoso, immunitario, endocrino e dell’apparato
riproduttivo. Anche le mamme che allattano dovrebbero evitare di
consumare cibi con residui di pesticidi, perché queste
sostanze passano nel latte materno.

La sovraesposizione del bambino ai pesticidi, inoltre, aumenta il
rischio di sviluppare patologie allergiche (anche in età
adulta), perché il continuo contatto con sostanze estranee
sensibilizza il sistema immunitario predisponendolo a reagire in
modo abnorme anche nei confronti di sostanze innocue, come succede
nelle allergie.

La legge italiana, del resto non viene incontro ai bambini: i
limiti di legge fissati per i residui di pesticidi sugli alimenti
sono calcolati sul modello di un adulto del peso di 60 chili;
inoltre il rischio è valutato come se il soggetto fosse
esposto a un solo pesticida per volta, mentre si trovano in
commercio alimenti che contengono fino a 12 residui di pesticidi
diversi.

Fin dal 1996 negli Stati Uniti, su sollecitazione del National
Research Council, sono state approvate nuove norme di sicurezza
sugli alimenti per bambini, che hanno ridotto a un decimo i valori
di residui di pesticidi consentiti nei prodotti alimentari
destinati ai bambini. Non sarebbe bello fare lo stesso anche in
Italia?

Francesca Marotta

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