Peter Singer, ‘Liberazione animale’: prefazione all’edizione Net 2003 …4

Questi importanti cambiamenti godono di un ampio sostegno in tutti i paesi dell’Unione Europea, e hanno l’appoggio dei principali esperti di sistemi d’alloggio per animali da allevamento. Essi dimostrano, inoltre, quanto sia fondato ciò che gli animalisti sostengono da tempo: nel 1964, molto prima che uscisse il mio libro, quindi, Ruth Harrison, infatti, aveva già

Questi importanti cambiamenti godono di un ampio sostegno in tutti
i paesi dell’Unione Europea, e hanno l’appoggio dei principali
esperti di sistemi d’alloggio per animali da allevamento. Essi
dimostrano, inoltre, quanto sia fondato ciò che gli
animalisti sostengono da tempo: nel 1964, molto prima che uscisse
il mio libro, quindi, Ruth Harrison, infatti, aveva già
pubblicato il suo rivoluzionario Animal Machines, considerato ormai
un classico. Nel 1971, quando mi unii alla campagna contro le
fattorie industriali, sembrava che stessimo sfidando un gigante
sensibile soltanto agli imperativi economici. Per fortuna, quel
timore si è rivelato infondato, quanto meno in Europa.
Purtroppo, però, negli Stati Uniti iniziative come quelle
descritte non sono nemmeno in fase di studio: le più comuni
gabbie per galline ovaiole misurano solamente trecento centimetri
quadrati, il cinquanta percento in meno rispetto all’attuale
standard minimo europeo, il quaranta percento in meno di quello
previsto per il 2012. Vitelli e scrofe continuano a essere tenuti
in box o recinti individuali troppo stretti per voltarsi e troppo
corti per muoversi.

Gli americani hanno più volte biasimato alcuni paesi
europei, soprattutto quelli mediterranei, accusandoli
d’insensibilità nei confronti degli animali. Oggi è
vero il contrario. Persino in Spagna, patria della corrida, gran
parte degli animali ha più spazio che in America, e la
distanza fra i due continenti continuerà ad aumentare man
mano che l’Unione Europea procederà con le riforme. Il
numero di tori uccisi nelle corride, infatti, è irrilevante
rispetto a quello delle galline, dei maiali e dei vitelli che in
America vivono confinati, per altro in ambienti molto più
angusti. Ciò nondimeno, gli europei non hanno motivo di
rallegrarsi: nei loro paesi milioni di animali si trovano tuttora
in condizioni agghiaccianti, nelle fattorie industriali o nei
laboratori, e il trasporto del bestiame continua a essere
condizionato più da considerazioni economiche che
dall’interesse per gli animali.

Articoli correlati
L’Oscar dell’ecologia a un italiano

Rossano Ercolini, fondatore del movimento Rifiuti Zero, è un insegnante elementare di 56 anni di Capannori, in provincia di Lucca. Dal 1976 si batte per sensibilizzare la popolazione sui rischi dell’incenerimento dei rifiuti e sulla loro corretta gestione. Oggi ha vinto l’Oscar dell’ecologia.

Mercalli, cultura e buonsenso non bastano più

L’anno appena concluso è stato l’annus horribilis per il clima. Il più caldo di sempre (da quando si misura la temperatura) negli Usa, l’ondata di caldo eccezionale in Australia e di freddo in India, l’ultimo uragano che si è abattuto sulla coste atlantiche degli Usa.