Piano Nazionale di Metanizzazione

Piano Nazionale di Metanizzazione. Fino ad oggi le misure per contenere l’inquinamento urbano promosse dalle amministrazioni locali sono state prevalentemente di tipo “restrittivo”, con politiche di regolazione come la chiusura e la limitazione del traffico. Solo ultimamente si è cercato di avere effetti più efficaci tramite il rinnovo del parco circolante e quindi con veicoli

Piano Nazionale di Metanizzazione.

Fino ad oggi le misure per contenere l’inquinamento urbano
promosse dalle amministrazioni locali sono state prevalentemente di
tipo “restrittivo”, con politiche di regolazione come la chiusura e
la limitazione del traffico. Solo ultimamente si è cercato
di avere effetti più efficaci tramite il rinnovo del parco
circolante e quindi con veicoli più moderni e puliti.

In quest’ottica un grande contributo può venire da misure
incentivanti al ricorso del metano che in ambito urbano porterebbe
una significativa riduzione dell’inquinamento da polveri fini
grazie a una tecnologia collaudata e affidabile.

Sulla base di queste premesse il Governo ha firmato con Fiat e
l’Unione Petrolifera un “Accordo di Programma” per la realizzazione
di un Piano Nazionale di Metanizzazione del Trasporto Urbano
focalizzato nel breve e medio periodo (2002-2005) sulle maggiori
Città italiane individuate sulla base del DM Ministero
dell’Ambiente 25/11/94 relativo alle città prioritarie per
il miglioramento della qualità dell’aria.

Il Piano ha come obiettivo la creazione di una massa critica,
mediante un intervento congiunto del pubblico e del privato, che
possa favorire il decollo del mercato del metano per autotrazione
su scala nazionale.

Nell’ambito del Programma il Governo si impegna a mettere a
disposizione delle Città che realizzino piani di attuazione
coerenti con l’Accordo di Programma, risorse finanziarie per
incentivare la realizzazione dei distributori e per incentivare il
passaggio alle trazioni a metano. Fiat si impegna ad ampliare
subito l’offerta dei veicoli a metano e sul fronte della ricerca a
sviluppare prodotti a minimo impatto ambientale con sistemi di
trazione alternativa quali l’ibrido e l’idrogeno. L’Unione
Petrolifera invece si impegna a promuovere presso i propri
associati l’adesione ai piani di attuazione delle Città e
nella diffusione dei distributori, il cui ridotto numero oggi
è il vero impedimento all’utilizzo di questa tecnologia,
passando nelle 21 Città dagli attuali 118 distributori ai
266 previsti per la fine del 2005 (e oltre 600 in tutta la
penisola).

L'”Accordo di Programma” è entrato nella sua fase attuativa
il 7 maggio 2002, quando quattro delle Città interessate dal
Piano d’Azione, Bologna, Padova, Palermo e Torino, si sono
costituite in una Convenzione per pianificare una crescita organica
della rete infrastrutturale e della diffusione dei veicoli a
metano. Oggi aderiscono alla Convenzione anche Roma, Firenze,
Reggio Emilia e le altre Città stanno avviando il processo
di adesione al Progetto Metano.

Tomaso
Scotti

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