Piante, legame con il divino

Le energie delle piante sono quelle da tenere sempre presenti per ogni malessere. Infatti manteniamo un legame stretto tra cura e rimedi naturali

Avere cura della natura significava, un tempo, sentire il potere
dell’influenza celeste, di cui l’uomo subisce la sorte, e cercare
di propiziarsene i doni sacri.

Un presupposto importante del legame infinito tra Cielo e Terra
proveniva dalla teoria basata sull’unità di tutto
l’universo.

I mondi – minerale, vegetale, animale/umano – erano considerati
come manifestazioni di un’unica sostanza divina, la Prima Causa.
Per questo si affermò il concetto delle correlazioni tra
costellazioni, divinità e minerali, vegetali, animali e
parti del corpo umano.
Un rimedio in grado di guarire un uomo poteva, allo stesso modo,
sanare un animale, una pianta o un metallo.

Connessa alla teoria dell’unità del mondo, vi era la teoria
dell’analogia della crescita, perciò se il feto da bambino
diventava uomo, con lo stesso procedimento la pianta dal seme
produceva l’albero e le pietre crescevano dallo stato grezzo ed
embrionale, rappresentato dai metalli custoditi nella terra, ad uno
stato di perfezione, assimilato alla preziosità del suo
valore intrinseco.

In questo senso, si enfatizzò la credenza, che ogni essere o
cosa presente sul globo terrestre fosse legato da una serie
infinita di corrispondenze celesti che, come tessere di un magico
puzzle, costituivano il piano della legge cosmica governatrice e
coordinatrice della vita.

La natura fu intesa come il simbolo del ciclo della vita, con
caratteristiche femminili e materne, ben manifeste nel collegamento
con la Luna e con la Grande Madre, dea lunare e primordiale della
Terra, della fertilità e della vegetazione, in stretta
analogia con l’elemento esoterico Acqua, intesa come linfa vitale,
che nel tronco delle piante scorre in un’archetipa concezione di
maternità.

La pianta, figlia della Madre Terra, divenne il simbolo del Grande
Avo, l’antenato mitico dal quale ebbe origine la vita e che poteva
garantiva la protezione sulla tribù.

Ernesto Fazioli

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