India: progetto sharing and caring

Parte in India, un progetto di “sharing and caring” per allenare i bambini alla condivisione e all’impegno quotidiano nei confronti dei meno privilegiati.

Anche in India cresce la preoccupazione per la decadenza dei
valori essenziali, soprattutto tra i bambini che sono ancora molto
influenzabili. E’ sorta l’esigenza di un progetto per favorire il
recupero e lo sviluppo di valori e atteggiamenti di attenzione agli
altri, di condivisione di beni e di cura dei meno abbienti che
tradizionalmente e storicamente hanno sempre fatto parte della
società indiana.

“Nel passato abbiamo avuto una generazione nel nostro Stato che
costruiva le case con un portico ampio frontale dove qualsiasi
viandante affaticato poteva fermarsi e riposare; riceveva acqua e
cibo per continuare il suo viaggio. Anche oggi ci sono banconi con
“butter milk” (burro e latte) agli angoli delle vie per togliere la
sete in un giorno caldo. I bambini hanno perso il concetto di
“sharing and caring” (condividi e provvedi). Lo sbaglio è
degli adulti che forse si sono immersi in un concetto di “self
above service” (io prima del servizio)”, racconta la signora
Sayeekumari, responsabile indiana dell’ICPC.”

L’ICPC, International Chidren’s Peace Council, Consiglio
Internazionale dei Ragazzi per la Pace, è attivo nel mondo
da 25 anni per portare nella scuola un orientamento ai valori,
trascendendo ogni distinzione religiosa. E’ stato fondato 25 anni
fa da Marguerite Smithwhite, pedagogista inglese, e uno dei centri
mondiali in cui è più attivo è proprio
l’Italia. La meta e l’obbiettivo dell’ICPC consiste nel rendere
l’educazione uno strumento potente per la coltivazione dei
valori
sociali e morali.

Insieme ad un gruppo di insegnanti a livello mondiale, uniti
dallo stesso spirito, Marguerite Smithwhite scoprì che dando
ai bambini una vera educazione spirituale, usando le nuove scienze,
l’antica saggezza e cultura, combinate con esperienze di
meditazione
, si può cambiare in un modo
incisivo i loro sentimenti riguardanti il proprio valore e scopo
nella vita. Il team ha riconosciuto la possibilità di dare
agli studenti, anche ai più sprovveduti e turbati, delle
nuove attitudini che sviluppano dei valori semplici ma nobili quali
Rispetto, Armonia, Comprensione e Responsabilità.

Vicina al pensiero di Aurobindo e Mere,
la fondatrice ha subito stretto legami con l’India, dove ha anche
passato gli ultimi anni della sua vita, a Puducherry (prima nota
come Pondicherry). Ed è qui che Centro ICPC locale ha deciso
di affrontare con un nuovo progetto educativo questo bisogno
espresso dalle famiglie indiane.

Il progetto “Pidi Arisi” una manciata di riso potrà
insegnare ai bambini, tramite i loro genitori, cosa significa
“condividere e provvedere”…

Il progetto “Pidi Arisi” una manciata di riso potrà
insegnare ai bambini, tramite i loro genitori, cosa significa
“condividere e provvedere”. ICPC inizierà con 1000 bambini
che riceveranno un bel contenitore nominato “Akshaya patram”, con
una capienza di 3 kg. Il bambino, e nel corso di tempo tutta la
famiglia, dovrebbero giornalmente porre nel contenitore una
manciata di riso ciascuno e, come minimo, un soldo, un rupia (una
rupia vale circa ? 0,20). Alla fine del mese saranno consegnati 3
kg di riso e 30 rupie. Essendo il costo del riso pari a 20 rupie il
kg, significa che il contributo ammonterà all’impressionante
– in India per molti lo è – somma di 100 rupie al mese (20
euro).

Cosa significa questo progetto per i partecipanti?
Diventerà una nuova abitudine, un evento quotidiano. Ogni
giorno aggiungerà
valore
al bambino:

– fiducia, perché nessuno controllerà il contenitore
ogni giorno
– disciplina, perché il compito verrà fatto ogni
giorno e vi è bisogno di disciplina per questo
– consapevolezza del valore di ciò che essi hanno,
comprenderanno che la loro vita è una fortuna
– gioia: la gioia di condividere e provvedere; la gioia di
comprendere ciò che è essenziale e ciò che non
lo è nella vita
– senso di pienezza, soddisfazione: osservazione che “tante gocce
formano l’oceano” e che il loro riso contribuisce a nutrire,
insieme ad altri, migliaia di bambini
– ispirazione/motivazione: “come, è così semplice
provvedere? Perché non fare qualcosa di più?
Io risparmierò i soldi del mio gelato e li
offrirò”
– creatività: “posso cogliere l’occasione per donare i miei
vecchi libri/vestiti in buono stato; posso sedere insieme a loro,
insegnare inglese, costruire aquiloni insieme, imparare storie,
gioire insieme”.

Alla fine del mese il riso sarà portato alle scuole dai
bambini, dove verrà cucinato e , con i soldi raccolti,
verrà imbandita una tavola per i bambini meno abbienti e ai
bambini di strada.

I bambini che riceveranno il cibo in dono riceveranno invece un
altro set di valori. Sperimenteranno il piacere di vedere che vi
sono delle persone che si prendono cura di loro. Riceveranno il
messaggio che occorre crescere per arrivare a una posizione, per
diventare a loro volta “coloro che provvedono”. Anche loro faranno
qualcosa di buono per “guadagnarsi/meritarsi” questo cibo.
Impareranno delle cose valide dagli altri bambini e insegneranno
loro altri valori.

Questo di Puducherry è il progetto pilota, quando
sarà diventato un successo, fungerà da stimolo per
creare dei moduli sempre più numerosi. Questo è
l’obiettivo e la speranza di questa rete mondiale di insegnanti e
persone attente alla dimensione dei valori nell’educazione.

Marcella Danon

 

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