Planomia, l’evoluzione sostenibile

La planomia può essere applicata sia nei Paesi più industrializzati, sia in quelli in via di sviluppo, generando ricchezza e benessere diffusi

Di sviluppo sostenibile si parla molto, sin dagli anni ’70, quando la pubblicazione del testo “I limiti delle sviluppo”, commissionato dal Club di Roma al MIT, ha lanciato la problematica a livello internazionale. La ricerca in questo senso, tuttavia, è ancora molto giovane, e offre ancora molte possibilità di esplorazione.

In questo clima culturale è nato circa quattro anni fa il termine planomia, quando un gruppo di amici – economisti, amministratori delegati di importanti multinazionali -, capitanati da Paolo Ricotti, ora presidente di  PLEF (Planet Life Economy Foundation), hanno deciso di mettere insieme i propri sforzi per  ripensare il sistema economico in un’ottica più allargata, proponendo un modello in equilibrio tra economia, ambiente e società.

Planomia vuol dire questo: mischiare l’esigenza di  felicità e benessere degli individui con quella di profitto delle aziende agendo sul rispetto del pianeta, sulla sostenibilità, sulla riduzione dei consumi, più che per ambientalismo puro, per logica, come afferma Ricotti. In pratica, rispettare l’ambiente e promuovere uno sviluppo sostenibile potrebbe far diventare tutti più felici ed economicamente più ricchi.  Più che uno sviluppo, una evoluzione sostenibile.

In ottica planomica,  aziende e consumatori agiscono in perfetta sinergia. Un esempio concreto è l’EcoPoint Crai, dove il consumatore può acquistare pasta, riso, biscotti ed altri prodotti sfusi utilizzando per il trasporto confezioni ri-usabili di carta o di plastica compostabile. In questo modo si coniugano sostenibilità e competitività, perché si riducono gli imballaggi, vi sono minori sprechi di prodotto, e quindi un risparmio energetico ed economico.

Per mettere a punto il progetto, è nato un comitato scientifico con esperti di varie discipline – dall’economia alla storia, dalla geologia alla farmacologia; la peculiarità della planomia è l’interdisciplinarietà – che hanno prodotto il “Primo libro della planomia”, presentato a Milano. Il lavoro prevede anche altre due fasi che culmineranno in un manuale di applicazioni pratiche della planomia stessa.

Un’ottica che può essere applicata sia nei Paesi più industrializzati, sia in quelli in via di sviluppo, generando  ricchezza e benessere diffusi, in entrambi i casi. Insomma, una vera e propria rivoluzione.

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