Polemiche sull’allarme mercurio per i pesci in America.

Allarme mercurio per i pesci in America: secondo l’organizzazion EWG le diciture d’allarme sui prodotti di più largo consumo sono state omesse.

L’agenzia di sicurezza sanitaria USA, la Food and Drug
Administration, ha nascosto alle donne in gravidanza i rischi per
gli alti livelli di mercurio nel pesce, in particolare nel tonno.
È la denuncia di un’organizzazione ambientalista,
l’Environmental Working Group. E ci sarebbero le prove.

Antefatto: a causa del persistente “allarme mercurio” la FDA (Food
and Drug Administration), l’agenzia per il controllo dei cibi e dei
farmaci, richiede che sulle confezioni di alcuni prodotti ittici
venduti sul territorio americano sia riportata l’avvertenza:
“Warning”, il mercurio può essere nocivo per le donne in
gravidanza e per i bambini.

Il fatto. Secondo l’organizzazione ambientalista americana EWG le
diciture d’allarme sui prodotti di più largo consumo sono
state omesse “su pressioni della grande industria”. Un’accusa non
nuova. Che però ora gli attivisti delll’EWG supportano con
un voluminoso dossier proveniente dagli stessi uffici della FDA,
giunto non si sa come in loro possesso. Lo hanno pubblicato proprio
questo venerdì sul loro sito Internet.

Un rapporto ufficiale della National Academy of Sciences stima che
60.000 donne incinte in tutta America stanno mettendo i loro
bambini “a rischio” di danni cerebrali e malformazioni a causa
dell’alto livello di mercurio nei pesci impiegati per
l’alimentazione. L’FDA ordinò di mettere un’etichetta
d’avviso su alcuni prodotti ittici (pesce spada, sgombri…)
“dimenticando” di segnalare, per esempio, il tonno: e, dunque,
esponendo le donne al rischio potenziale di assumere
quantità di mercurio che il rapporto della NAS giudica
“pericolose”.
L’Environmental Working Group (EWG), ha ottenuto 1.036 pagine di
documenti interni della FDA, trascrizioni di riunioni (“focus
groups”) con consumatori per testare i “safety messages” durante i
quali, pare, alcuni scienziati della FDA dicevano ai partecipanti
che i messaggi dell’agenzia non erano sufficienti a tutelare
effettivamente i feti dai possibili danni…

“Ciò che emerge dai documenti della FDA è un’agenzia
in disarmo” afferma Laura Chapin, dell’EWG.

In uno dei focus groups un ricercatore della FDA avrebbe
raccomandato a una donna in gravidanza di non mangiare più
di una scatoletta di tonno a settimana. In un’altra riunione
è stato detto: “le razioni che stiamo raccomandando non sono
sufficienti per proteggere i feti”.

Può essere che gli ufficiali della FDA abbiano ritenuto
troppo complesso un messaggio di divieto solo per alcune specie di
pesci e di moderazione per altre, decidendo così di
semplificarlo.

Può anche essere invece che l’agenzia deputata alla tutela
della salute pubblica abbia deliberatamente modificato le proprie
valutazioni a causa delle pressioni della grande industria.

Segnaliamo qui che un’altra agenzia federale americana, l’EPA,
l’agenzia per l’ambiente, non ha timori nel raccomandare che le
donne incinte e i bambini consumino solo piccole quantità di
pesce fresco, non più di una volta a settimana.

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