Possano tutti gli esseri dell’universo essere felici

“L’amore è la nostra vera essenza. L’amore non ha limitazioni di casta, di religione, di razza o di nazionalità. Noi siamo tutti perle infilate insieme nello stesso filo d’amore”.

“Questo è il momento di risvegliare l’amore e la
compassione dentro di noi. Questo è il tempo di pregare con
il nostro cuore e di lavorare con le nostre mani. Porgiamo il
nostro aiuto a quelli che stanno soffrendo e accendiamo quindi luci
di amorevolezza e di compassione”.

Un’omelia in chiesa? Una bella frase? Un invito retorico? No.
Molto, ma molto più di tutto questo. Perché chi ha
pronunciato questa frase, all’inizio del 2005 in una celebrazione
interreligiosa delle Nazioni Unite, unisce alle parole le azioni e
ha mobilitato decine di migliaia di persone in tutto il mondo, di
tutte le fedi, tutte le religioni, tutte le nazioni, per iniziative
concrete di aiuti umanitari alle popolazioni più
svantaggiate, servizi sociali per riabilitare i poveri dando loro
strumenti concreti per migliorare il livello di vita, e poi ancora
case, scuole, ospedali… una persona sola ha fatto più di
quanto i governi stessi riescono a fare in alcuni paesi, ha donato
22 milioni di dollari alle vittime dello tsunami, un’altro milione
a quelli dell’uragano Kathrina. Ma chi è? Chi è che
sta facendo quello che persino un Rothschild dei nostri tempi non
vorrebbe e, probabilmentemente, non potrebbe neppure fare?

Una donna. Più che una semplice donna. Una donna che ha
dedicato la sua vita a una maternità su scala planetaria,
una donna che si sente madre di tutta l’umanità e come tale
gira il mondo per risvegliare i suoi figli e, prima di tutto, per
abbracciarli.

Amma, la mahatma
che abbraccia
. Così è conosciuta in
tutto il mondo ormai. Una donna piccola, dolce, bruna come il
cioccolato più profumato, bella, incredibilmente bella, che
da trent’anni – dal Kerala, nel sud dell’India, sta girando il
mondo per abbracciare i suoi figli.

Già 24 milioni di persone hanno ricevuto il suo
abbraccio. Non un gesto formale, un gesto unico, personalizzato,
profondo, avvolgente, che ognuno vive in modo particolare. Se per
alcuni è semplicemente un momento inusuale e spesso
toccante, per altri è fonte di profonda commozione, e per
altri ancora è l’inizio di un risveglio – sicuramente a
lungo covato interiormente – a una visione diversa della vita,
più ampia, più aperta a significati che oltrepassano
la lotta personale per la sopravvivenza o il raggiungimento di
standard apparenti di qualità della vita.

Il lavoro di Amma continua. In questi giorni è in Italia,
da più di 15 anni, ormai, il suo è un appuntamento
annuale nel nostro paese, e ogni anno le iniziative concrete da lei
create e avviate crescono in numero ed efficacia. E’ questa la vera
prova della validità di un discorso spirituale: quello che
uno fa, davvero!

Amma incarna non solo l’archetipo del femminile, ma una delle
due polarità della vita stessa, quella della terra,
complementare al cielo, quella della vita sulla terra, completare
alla vita eterna. Amma è madre ed è Madre, è
Madre Terra ed è la materia che si lascia infondere di
energia del cielo, di spirito, di percezione più ampia del
senso della vita, di sguardo che spazia – forse per la prima volta
davvero – attorno a sé. E’ un’energia che vuole risvegliare,
adesso, e non quando questo nostro prezioso corpo non l’avremo
più e dall’alto dei cieli rimpiangeremo tutto quello che non
avevamo capito – e quindi fatto! – in questo breve ma
incomparabilmente prezioso tempo che ci viene dato sulla Terra.
Perché aspettare tanto? Svegliamoci adesso!

Marcella
Danon

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