Prima puntata della nuova stagione: The Bridge

All’esordio venerdì su LifeGate Radio, The Bridge.

(foto di
Piotr Niepsuj)

The Bridge: facciamo due passi su questo ponte, ripercorrendo i tratti che lo
hanno portato alla forma attuale, proprio con il selezionatore
musicale LifeGate Radio, autore di questo sacro appuntamento del
nostro venerdì sera.

1 ottobre 2010.
Riparte The Bridge. E’ sempre stato il ponte di LifeGate Radio
verso una dimensione altera, estraniante, diversa… che in quattro
anni ha subìto alcune trasformazioni, è cresciuto,
s’è ristrutturato. Giacomo, ripercorriamo in breve questo
tragitto?

In sei anni i cambiamenti, anche strutturali (come i due anni in
cui ha avuto una conduzione), sono stati tanti. Diciamo che
c’è voluto un po’ per raggiungere una certa (provvisoria?)
maturità. Ho sempre cercato di proporre qualcosa di diverso.
Ma prima dovevo entrare in piena sintonia con LifeGate e trovare un
suono che mi rappresentasse.

Quest’estate sei stato dilaniato da un dilemma. Mantenere
l’emozionante sigla degli xx, ‘Intro’, ormai conosciutissima e
caratterizzante, o… cambiare?
Dovevo cambiare sigla,
anche a costo di abbandonarne una perfetta. Come dice un caro
amico: “change is always good”.

Possiamo svelare quali erano gli altri brani in
ballottaggio per divenire sigla e trailer di The Bridge
2011?
Ne ho selezionate tre: Mount Kimbie – Maybes,
Houses – Endless Spring e Royksopp con The Drug. Poi ha scelto
Alessandra.

I tuoi post sulla pagina Facebook di LifeGate Radio sono
quelli che riscuotono il maggiore interesse, più commenti e
più “mi piace”. Il gradimento di un brano che sottoponi ai
navigatori ti influenza nella scelta?
No.

E’ immaginabile un futuro opensource – con la scaletta
decisa dagli utenti – di The Bridge, o addirittura di tutta la
radio?
Assolutamente no. Dietro a LifeGate (e a tutti i
suoi progetti) c’è una grande idea e un gusto unico. La
gente ci segue per questo.

Nella prima puntata di The Bridge hai saputo fondere ritmi
elettrizzanti e melodie rassicuranti, suoni aspri come mele acerbe
e tiepidi come un cognac Hors d’âge. Come scegli i brani,
come decidi la sequenza e come li misceli?
Da piccolo
facevo delle cassettine: side soft e side hot. E’ come se le
facessi ancora. Ho sempre pensato che ogni selezione dovesse
seguire un crescendo, ultimamente però mi piace molto
inserire degli elementi destabilizzanti qua e là.


Per assaggiare queste note acerbe e toniche, per farsi trasportare
verso i nuovi orizzonti della musica, questo è il ponte: The
Bridge.

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