Primavera: guardiamoci intorno!

Il 20 e 21 marzo il Fondo per l’ambiente italiano organizza per la dodicesima volta la visita di monumenti che normalmente sono chiusi, spesso trascurati e ridotti a un’esistenza da Cenerentola.

E’ una tradizione del Fai ormai collaudata per festeggiare l’inizio
della primavera.
Quest’anno verranno aperti per due giorni 380 monumenti in 196
città, con l’aiuto di 4000 volontari, senza dover pagare
l’ingresso. Oltre a scoprire gli interni nascosti di parchi,
palazzi, ville, castelli, musei e cortili si potranno visitare
anche delle realtà molto particolari.

Saranno aperti al pubblico otto teatri storici nelle province di
Bologna e Ravenna e alcune centrali idroelettriche dell’Enel,
spesso autentici gioielli architettonici di fine secolo.
A Termini Imerese (PA) si potranno visitare su prenotazione il
museo e i resti archeologici di Himera, la città nel nord
della Sicilia che resisteva all’influsso dei Greci e che fu
distrutta da Annibale nel 408 a.C.
Un’altra chicca a Venezia, dove per due giorni diventeranno
accessibili delle opere di Giambattista Tiepolo nella chiesa di San
Beneto a Palazzo Labia chiusa da più di 20 anni e a Palazzo
Sandi che è privato.

Sul sito del Fai c’è la lista di tutto
quello che sarà visibile, Regione per Regione.
E’ un’azione importante, iniziata 12 anni fa come una scommessa dal
sapore un po’ stravagante. Furono subito coinvolte le scuole con il
programma “apprendisti Ciceroni”, preparando allievi di tutti i
livelli scolastici a fare da guida per due giorni nelle ville,
chiese, parchi ecc. chiusi da anni. Così anche questa volta
ragazzi di tutte le età guideranno i visitatori. In questo
modo viene svolto una sensibilizzazione alla base: i ragazzi
vengono avvicinati alle loro radici culturali, ambientali e
storiche per avvicinarne alla loro volta altri.

Essere coscienti e amare quello che si trova intorno aiuta a
preservare dall’alienazione ed estraneazione, serve per dare
all’individuo un senso di appartenenza. “Ben radicati si vive
meglio, si sostengono bene i venti sradicanti della vita e della
storia” si legge sul sito del FAI.

Rita
Imwinkelried

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