Progetto Cultura, l’arte esce dai caveau

Rendere fruibile a tutti un patrmonio artistico costituito da centinaia di opere d’arte che fino a questo momento non hanno un luogo in cui essere esposte.

Il concetto di fondo del “Progetto Cultura” presentato ieri a
Milano da
Intesa San Paolo
è rendere fruibile a tutti un
patrmonio artistico costituito da centinaia di opere d’arte che
fino a questo momento non hanno un luogo in cui essere esposte.

La prima banca italiana possiede infatti circa 10.000 opere;
di queste, 1.000 saranno cedute ai poli museali di tre
città, Milano, Vicenza e Napoli. Per il futuro è
prevista anche l’apertura di spazi in altre città, prima fra
tutte Torino. Grazie alla collaborazione delle Soprintendenze
archeologiche
e storico-artistiche, inoltre, saranno
restaurate e restituite alla collettività 600 opere d’arte.

 

Un’azione che acquista ancor più valore
nell’anniversario dei 150 anni dall’Unità d’Italia, come
afferma da Giovanni Bazoli, presidente del Consiglio di
Sorveglianza di Intesa Sanpaolo, che sottolinea l’impegno del
gruppo “nel fare cultura per fare l’Italia in questo momento di
crisi della coscienza civile”.

 

Il patrimonio artistico che sarà distribuito nei
diversi poli museali comprende reperti archeologici greci e
magnogreci, icone russe, monete, dipinti di grandi artisti del
Cinquecento e del Seicento, capolavori dell’Ottocento e del
Novecento.

 

Oltre alle Gallerie di Palazzo Leoni
Montanari
a Vicenza e alla Galleria di Palazzo
Zevallos Stigliano
a Napoli, già aperte al
pubblico e che sono destinate ad accogliere un numero sempre
maggiore di opere attraverso progetti di ampliamento e
ristrutturazione, è significativa l’apertura del nuovo polo
milanese. Prenderà il nome di Gallerie di Piazza Scala e
occuperà 8.300 mq di nuovi spazi espositivi che saranno
inaugurati il prossimo autunno.

 

Nel progetto di Piazza Scala sono previsti due musei: il primo
dedicato all’Ottocento, con 200 opere che celebrano Milano quale
capitale del Romanticismo e dell’industrializzazione e che
avrà sede a Palazzo Anguissola e nei Palazzi Canonica e
Brentani; il secondo, che occuperà le sale di Palazzo
Beltrami, ospiterà invece una selezione di opere della
ricchissima collezione d’arte del Novecento di Intesa San Paolo. In
programma, infine, c’è anche la riqualifica e
ristrutturazione di Casa Manzoni.

 

L’idea è quella di creare un quadrilatero che, anche in
vista di Expo 2015, qualifichi Milano non solo come città
del lavoro, del calcio, della moda e del design, ma anche come
punto di riferimento della cultura italiana. O come ha affermato
durante la presentazione il neosindaco, Giuliano Pisapia, “una
capitale del sapere accessibile ai cittadini”.

 

Un modo, insomma, per scalzare il mito della “Milano da bere”
e crearne uno nuovo (o riesumarne uno vecchio) della “Milano del
sapere”. Difficile, ma non impossibile.

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