Progresso tecnologico e sviluppo ecosostenibile

Progresso tecnologico e sviluppo sostenibile: un binomio ormai indissolubile per una corretta progettazione e, prima ancora, per un corretto modo di pensare il prodotto.

Partiamo da un dato di fatto: il benessere, il livello di vita
della società occidentale di oggi è molto elevato. Un
altro dato di fatto è che dobbiamo, anzi vogliamo mantenere
elevato il livello di qualità della nostra vita. Terza e
ultima considerazione: per mantenere un così alto livello di
qualità è necessario che la produzione utilizzi
grandi quantità di materiali. Il rovescio della medaglia di
un siffatto processo sono gli eccessivi consumi derivanti sia
dall’atto del costruire (utilizzo di energia, di prodotti fossili)
sia da quello, successivo, dello smaltimento dei prodotti
usati.
Se una riduzione dell’inquinamento dovesse significare una
riduzione della produzione di beni e servizi utili, ciò
provocherebbe una caduta del tenore di vita.
In questo ambito entrano nel gioco le “eco-tecnologie”. Esse devono
permettere di continuare a produrre tutto quello di cui abbiamo
bisogno, cercando di consumare meno energia e meno materiali,
utilizzando il più possibile delle tecnologie pulite, non
invasive nei rapporti con l’ambiente.
Un corretto e lungimirante sviluppo ecologico dovrebbe permettere
di incentivare tali tecnologie. Magari attraverso politiche
economiche di mercato innovative, che penalizzino viceversa le
tecnologie più distruttive, inquinanti, quelle che consumano
più energia e che danneggiano l’ambiente.
A monte di questo progetto di utilizzazione di risorse
eco-tecnologiche: la ricerca. Essa dovrebbe essere indirizzata in
modo diverso. Se prima era rivolta a produrre in qualsiasi modo e a
costi bassi, adesso deve rivolgersi alla qualità del
prodotto e alla qualità della produzione, pur facendo
attenzione ai costi.
Oggi bisogna stare attenti a produrre bene, a rendere il prodotto
durabile e non più “usa e getta”. Anzi di più:
perché bisogna anche prevedere quello che succederà
dopo la fine della vita utile del prodotto. Si dovrà
demolire e poter recuperare tutti le sue componenti e riciclarle:
questo è un modo di realizzare una eco-tecnologia.
Possiamo individuare le eco-tecnologie in due vaste aree: le
tecnologie “a-materiche”e quelle “a-energetiche”. Mentre le prime
permettono di fare il medesimo prodotto, ma con un minor consumo di
materiali, le seconde permettono di consumare meno energia per la
realizzazione dello stesso prodotto.
Esempi. Nel caso delle tecnologie a-materiche pensiamo agli orologi
o ai microchip dei nostri computer: i materiali si fanno più
sottili e gli oggetti sono comunque più “performanti”.
Nel secondo caso: le lampade a fluorescenza. Hanno un consumo,
mediamente, inferiore del 20% rispetto alle normali lampade a
incandescenza, eppure hanno un resa ottimale in termini di
illuminazione.

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