Proposte per la pesca sostenibile

Entro l’anno 2002 il testo che definisce la riforma globale della pesca nelle acque della Comunità europea dovrebbe essere pronto e approvato.

Entro l’anno 2002 il testo che definisce la riforma globale
della pesca nelle acque della Comunità europea dovrebbe
essere pronto e approvato. Così a partire del 2003 saranno
realizzati i primi passi per migliorare la situazione ormai
problematica nei Mari del Nord e del Mediterraneo, con i pesci che
scarseggiano sempre più, anche quelli una volta più
comuni come sardine e acciughe.

Per il Mediterraneo la commissione propone un piano d’azione
specifico. Spagna, Francia, Italia e Grecia vengono invitati a
creare zone di pesca protette che vanno oltre le attuali 12 miglia.
Servono per contrastare la pesca illegale in acque internazionali.
In una conferenza con tutti gli Stati costieri del Mediterraneo
verrà elaborato, secondo la volontà della
commissione, una strategia comune in questo campo.

Una riduzione dello sforzo di pesca dovrebbe diventare lo strumento
principale per ridurre il numero dei pesci catturati, specie degli
stock migratori come pescespada o tonno bianco. Qui si
toccherà il tasto dolente della riduzione delle flotte dei
pescherecci e dei tempi in cui è permessa la pesca. Inoltre
toccherà anche agli attrezzi di lavoro: restrizione del
numero e delle dimensioni, aumento della capacità selettiva,
soprattutto degli attrezzi da traino, responsabili di una
distruzione indistinta della biomassa marina. L’obiettivo è
di ridurre la cattura di pesci giovani e delle specie non
bersaglio.

La Commissione punta anche sulla comunicazione e cooperazione
internazionale, due fattori che dovrebbero facilitare l’adozione di
misure impopolari come quelle sopra descritte. Così la
creazione di un’associazione di pescatori a livello mediterraneo
dovrebbe aiutare a migliorare la sensibilizzazione ai problemi
della pesca. Dal momento che in pericolo di estinzione si trovano
soprattutto gli stock ittici altamente migratori, una buona
cooperazione internazionale è fondamentale perché la
situazione possa migliorare, tra l’altro per mettere in pratica e
controllare la corretta applicazione delle leggi.

Nel Mediterraneo con la cattura dei pesci vengono occupati 106mila
posti di lavoro, i pescherecci sono attualmente 33 mila. Un rapido
recupero della fauna ittica è importantissimo, altrimenti
una crisi del settore sarà inevitabile. Già oggi per
poter soddisfare la richiesta del mercato, molti pescherecci vanno
a calare le reti davanti alle coste dell’ Africa occidentale.
Queste, a loro volta, già ne risentono e si parla di un
rischio di collasso, perché negli ultimi vent’anni l’Africa
occidentale ha perso metà dei suoi stock ittici da pesce da
fondale. Non resta che sperare in un buon lavoro della Commissione
e del Consiglio Europeo.

Rita
Imwinkelried

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