Protocollo di Kyoto, la Russia aderisce?

Appello europeo alla Russia per la ratifica necessaria all’entrata in vigore del Protocollo e garantire un’azione multilaterale per far fronte ai cambiamenti climatici.

Il Commissario Europeo all’Ambiente Margot Wallström, con
il Ministro dell’Ambiente greco Vasso Papandreou (Presidente di
turno del Consiglio dell’Ambiente dell’Ue) e il Ministro
dell’Ambiente e della Tutela del Territorio italiano (futura
presidenza dell’Ue) Altero Matteoli, si sono recati a Mosca per
incoraggiare la Russia a ratificare il Protocollo di Kyoto.

La Wallström ha invitato la Russia, grazie alla cui ratifica
entrerebbe in vigore il Protocollo, ad “assumersi le sue
responsabilità”, ma anche di volere una maggiore
“collaborazione con la Russia per la lotta ai cambiamenti
climatici”.

Il Ministro Matteoli ha detto che ciò avrebbe consentito di
“creare un nuovo e importante canale di cooperazione tecnologica
fra Europa e Russia nel settore dell’energia e nella protezione
delle foreste”.

Durante l’incontro con gli alti funzionari europei il ministro
dell’energia Igor Iusofov ha detto che la Russia, come indicato dal
presidente Vladimir Putin, “è strategicamente favorevole”
alla ratifica ma “ci sono questioni tecniche da chiarire”.
È per questo che si è deciso di riunire prossimamente
a Bruxelles una commissione di esperti per esaminare tutti gli
aspetti del problema.

Prima di incontrare Iusufov, i ministri europei avevano avuto
colloqui con la Commissione ambiente della Duma (Parlamento). Al
termine, il vicepresidente Artur Chlingarov ha affermato che Mosca
deve analizzare a fondo la questione per verificare i “vantaggi
politici ed economici” prima di ratificare il Protocollo.
Per Matteoli non ci sono ragioni comprensibili per il ritardo della
ratifica russa perché a Marrakech l’Ue aveva fatto “molte
concessioni” a Mosca. La Russia, infatti, potrebbe vendere
all’Europa crediti sulle emissioni inquinanti per alcuni miliardi
di dollari l’anno. Matteoli ha comunque affermato di essere
“ottimista” sul raggiungimento di un accordo, considerato
l’interesse di Mosca a rapporti sempre più stretti con
l’Europa.

Tomaso
Scotti

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