Proust era un neuroscienziato

Codice Edizioni, Torino 2008

Il punto di vista scientifico e quello umanistico sono agli
antipodi? Sono inconciliabili?
No, sono complementari nel processo di conoscenza.

Questo è ciò che ci dice Jonah Lehrer, giovane
redattore di ?Seed? laureato in neuroscienze, che in questo bel
libro mostra la sintesi di cultura umanistica e cultura
scientifica.

Tendenzialmente crediamo nella scienza, nelle sue verità
assolute e riteniamo che l?arte sia evasione dalla realtà,
affabulazione, invenzione.
Lehrer mostra invece in queste pagine che spesso gli artisti nelle
loro opere hanno anticipato le scoperte di neuroscienziati. Un
ponte tra cultura scientifica e cultura umanistica!

Così per esempio Proust, in anticipo su ogni scoperta
fisiologica, attraverso la famosissima ?petite madelaine?
capì quanto erano importanti il gusto e l?olfatto nella
rievocazione della memoria. Più tardi la scienza
scoprì che il gusto e l?olfatto sono gli unici sensi in
stretto collegamento con l?ippocampo, centro della memoria a lungo
termine.
?Proust e le neuroscienze condividevano la stessa visione sul
funzionamento della memoria. A un ascolto più attento,
dicevano la stessa cosa?.

Proust non è l?unico artista di questo libro che concilia
scienza e arte. Ci sono altri scrittori, e poi pittori e
compositori che scoprirono verità sulla mente umana:
Whitman, T.S. Eliot, Auguste Escoffier, Cézanne, G.Stein,
Virginia Woolf.

Un libro interessante, che regala al lettore una squisita
miscela di atmosfera letteraria e atmosfera scientifica. Per
perdersi nell?originale fascino di arte e scienza, perché
?l?esperimento e la poesia si completano a vicenda. La mente
è il risultato finale?.


Silvia Passini

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