Cristalli inquinati

Le capacità vibratorie dei cristalli, li rendono vulnerabili e rischiano di modificarne la funzionalità. E’ necessario che vengano protetti e puliti

Le capacità vibratorie dei cristalli, che permettono loro di
rilasciare particolari energie terapeutiche e di assorbire quelle
negative, li rendono molto vulnerabili e rischiano con il tempo di
modificarne la funzionalità.

A queste cause di deterioramento ne vanno aggiunte altre, come
l’inquinamento acustico, i campi magnetici generati dagli
elettrodomestici, i gas nocivi, lo sporco ambientale.
E’ quindi necessario che vengano protetti e puliti fin dal primo
giorno, con operazioni che sarà opportuno ripetere di tanto
in tanto.

Pulizia in acqua
E’ uno dei metodi più efficaci, perché consente un
naturale scarico dell’energia elettrostatica accumulata. L’ideale
sarebbe lasciare i nostri cristalli in acqua proveniente da
torrenti di montagna o da fonti naturali, ma in alternativa
è possibile utilizzare acqua del rubinetto da lasciar
scorrere sui cristalli.

E’ opportuno usare una ciotola che non sia di plastica, non usare
mai acqua calda, ed eventualmente sciogliervi del sale grosso per
aumentare le capacità purificatrici, ma non per pietre che
contengano rame, nel qual caso è meglio l’argilla.

Non tutte le pietre sono però resistenti all’acqua e tale
metodo non va quindi usato ad esempio con il turchese, i
lapislazzuli, la selenite e il salgemma.

Pulizia con l’incenso
Questo metodo di purificazione può servire per i cristalli
che non consentono l’uso dell’acqua o dopo una seduta terapeutica,
per rimuovere le emozioni e i pensieri negativi che i cristalli
utilizzati possono aver assorbito.

E’ sufficiente quindi esporli al fumo aromatico di legni o resine,
avendo cura di girarli spesso, fino al completamento dell’opera
purificatrice.

Rigenerazione alla luce del sole
La forza naturale del sole è capace di rivitalizzare
l’energia del cristallo, che può essere esposto
direttamente, eventualmente immerso in una ciotola d’acqua o ancora
meglio adagiato sulla neve, i cui cristalli potenziano
l’assorbimento di cariche positive.

Evitiamo comunque di esporre le nostre pietre alla luce troppo
forte del mezzogiorno, preferendo le prime ore del mattino o la
luce che accompagna il tramonto.

Rigenerazione alla luce della luna
Come noto la luce lunare possiede proprietà benefiche e
purificatrici, le quali risultano particolarmente adatte per quei
cristalli che ci accompagnano nella meditazione e nella ricerca
spirituale, quando vogliamo risvegliare le nostre energie femminili
ed intuitive che ci appaiono sopite.

Rigenerazione con la piramide e il reiki
Chi possiede una piramide, anche di piccole dimensioni, può
indirizzare il suo campo energetico sul cristallo, lasciandolo
sotto per un’intera notte e riportandolo così all’originale
purezza.

Quelle persone che hanno avuto l’attivazione del reiki potranno
invece provvedere loro stesse alla energizzazione dei loro
cristalli, con sedute di circa 30 minuti nel caso del reiki di
primo livello, mentre con il secondo livello sono sufficienti 15
minuti.

Anna Paioncini

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