Qhaqoy, massaggio come via di conoscenza

Il massaggio Qhaqoy si rivela ben più che una “tecnica” per guarire la malattia e diviene una vera e propria “via di conoscenza”, attraverso le mani

L’antico patrimonio culturale e terapeutico delle popolazioni
andine riconosce nel massaggio una risorsa immediata e subito
disponibile, utile per riconquistare lo stato di salute e intende
questo come sottile equilibrio da ristabilire, quando il “mondo
interno” ed il “mondo esterno” all’essere umano perdono la loro
capacità di dialogo e di naturale interazione.

Nella malattia, infatti, anche quest’antica tradizione individua un
segnale di squilibrio tra questi due elementi: uomo e natura
interagiscono costantemente ed armonicamente e, quando viene a
mancare questa intima collaborazione, questo scambio e questo
dialogo, si instaura lo squilibrio, foriero di generale
malessere.

Lo scopo del massaggio diviene allora quello di armonizzare
l’eccesso o l’insufficienza di energia che le continue tensioni –
fisiche, mentali ed emotive – inducono nell’individuo.

Tuttavia, le potenzialità di questa tecnica vanno ben oltre
il più superficiale (se pur determinante) obiettivo legato
alla salute.

Per l’essere umano che ha cominciato ad aprirsi alla dimensione
spirituale e al cammino di consapevolezza che l’uomo può
compiere nella vita, pur obbedendo al quotidiano imperativo della
sopravvivenza, la pratica del massaggio Qhaqoy si rivela ben
più che una “tecnica” per guarire la malattia e diviene una
vera e propria “via di conoscenza”.

Riscoprire l’arte di “ascoltare e vedere con le mani” insegna a
“comprendere” il naturale movimento dell’energia e permette, di
conseguenza, di trasformare lo squilibrio e quindi guarire.

Vera “guarigione” però, in questo senso è intesa come
conquista spirituale, rinnovata adesione del proprio “Cammino di
vita” al proprio Destino e alla sua Comprensione.

Guarire dunque, secondo la pratica sacra del massaggio Qhaqoy, non
può che essere un processo di natura spirituale, un
riadeguarsi dell’individuo al piano più ampio dell’universo,
ritrovando nella natura le indicazioni e i segreti per riscoprire e
riattivarne le leggi.

Un cammino di consapevolezza che si fonda sulla visione sacra
dell’uomo e sulla sacralità del “contatto” come strumento di
conoscenza, proprio perché dal microcosmo dell’essere umano
permette di attingere al macrocosmo della natura e del divino.

Loredana
Filippi

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