Qualità scarsa dei cibi e miti all’origine dell’obesità

Tra gli aspetti più negativi dell’attuale alimentazione c’è anche lo scarsa qualità dei cibi.

Senza mai dimenticare dei danni provocati dagli eccessi
quantitativi dei cibi e in modo particolare di quelli provocati
dalle proteine animali (formaggi e carne), tra gli aspetti
più negativi dell’attuale alimentazione c’è anche lo
scadimento qualitativo dei cibi.
In particolare l’eccessiva raffinazione e sterilizzazione dei cibi
è la causa della sottrazione e della distruzione dei loro
fattori vitali e vitalizzanti.

Per un’assurda cultura alimentare preoccupata più ad
un’eventuale carenza che ai danni provocati dall’eccesso di consumo
di carne, è stato stravolto il rapporto tra i vari cibi.
L’alimento di base prima costituito da pane e cereali -il
companatico- negli ultimi decenni, per un’assurda cultura
alimentare, è diventato un triste creak.

Tenere conto, poi, delle enormi e contrastanti differenze dei cibi
apportatori di proteine come la carne, il pesce, le uova, i legumi
secchi e la frutta secca oleaginosa appartiene ad un’altra
mentalità.
La conseguenza di un’alimentazione dove prevalgono le proteine
animali implica una forte perdita di calcio e il rischio di calcoli
renali e fragilità ossea. Non a caso è oramai provato
scientificamente che i vegetariani sono meno esposti a problemi
renali.

Un altro ma non meno importante fattore dello scadimento alimentare
è il pranzo pluriportate, spesso responsabile di errate
associazioni alimentari responsabili di un particolare e pericoloso
sforzo digestivo e assimilativo.

All’opposto della vera tradizione popolare alimentare mediterranea,
si assiste spesso al tentativo di genitori che cercano di
“ingozzare” i propri figli con menù pluriportate, a base di
tutti i gruppi nutrienti: cereali, verdure, carne, pesce, uova,
legumi secchi, latte e formaggi pensando in questo modo di farli
crescere bene e più velocemente.

Quasi sempre, infine, non viene preso in giusta considerazione la
qualità degli alimenti. In particolare all’importanza dei
cibi freschi, cioè “vivi”, rispetto agli alimenti “morti”
conservati in scatola o surgelati dimenticando anche l’eccessiva
presenza di pesticidi, di antiparassitari e di additivi
chimici.

Gabriele Bettoschi

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