Quando arriva il secondo bebè

L’evento della nuova nascita non può e non deve essere considerato traumatico di per sé.

Alcuni genitori tendono inconsapevolmente a drammatizzare ed
enfatizzare reazioni che sono invece naturali nei bambini piccoli
rischiando così di creare paradossalmente più disagio
di quanto in realtà non si sarebbe creato smorzando le
tensioni. Non è infrequente che a seguito di una seconda
nascita in famiglia, i genitori si trovino a fronteggiare
comportamenti inaspettati da parte del primogenito che spaziano
dalla regressione a precedenti fasi di sviluppo a manifestazioni di
franca aggressività verso il nuovo nato.

Solitamente i genitori che hanno ben risolto i propri problemi di
conflittualità fraterna sono in grado di fronteggiare
adeguatamente le reazioni del primogenito. Più difficile
può essere l’adattamento per i genitori che sono stati figli
unici, proprio perché non hanno attraversato quel tipo di
esperienza in grado di farli empatizzare con i figli.

L’evento della nuova nascita non può e non deve essere
considerato traumatico di per sé; infatti, a meno che non vi
sia una particolare sensibilizzazione e predisposizione alla
fragilità, il bambino dovrebbe essere in grado di viverlo
come evento “critico” al quale deve far fronte con adeguate
reazioni difensive di adattamento, ma non dovrebbe esitare in un
trauma. Se i genitori sono in grado di rispondere adeguatamente ai
bisogni di entrambi i fratelli il nuovo evento verrà
assimilato come fatto della vita che può inizialmente aver
creato frustrazione, ma una frustrazione funzionale alla crescita.
La presenza di un fratello è un arricchimento ed anche una
tappa necessaria al superamento dell’egocentrismo infantile.

Quando questo passaggio, dall’egocentrismo alla capacità di
condividere e di identificarsi con gli altri, avviene nella
situazione protetta del nucleo familiare è certamente meno
traumatico che nell’ambiente sociale esterno.

Qualche approfondimento:

  • Quando la
    differenza d’età è minima

    Solitamente i genitori sono in grado di fronteggiare adeguatamente
    una normale rivalità fraterna espressa da lagnanze,
    dispettucci, richiesta di maggiori attenzioni ma sono importanti
    alcune riflessioni.
  • A quattro – cinque
    anni di differenza

    Quando la differenza d’età è di qualche anno, a meno
    che non vi siano particolari problemi nel carattere del
    primogenito, la presenza del fratello di solito scatena una normale
    gelosia.
  • Quando il
    primogenito è già adolescente

    Un tipo di situazione che può venir facilmente sottovalutata
    è quella quando “il nuovo arrivato” si inserisce in una
    famiglia dove c’è un adolescente e quindi una grande
    differenza d’età.

a cura di
Flavia Facco
Psicologa Psicoterapeuta

 

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