Quando parli dove guardi?

Comunicare significa mettere in comune le informazioni che una persona ha e desidera condividere con un’altra. A volte non è però possibile condividere tutto.

Comunicare… sarebbe facile farlo, se non per un fatto tipico
degli esseri umani: ognuno riceve ed elabora le informazioni
provenienti dal mondo a modo suo, cancellando parti, deformandone
altre e generalizzandone altre ancora. Così, quando due
persone comunicano, è un vero miracolo che riescano a
capirsi.
Ma per fortuna il miracolo si ripete. E in questi casi, esse si
sentono veramente comprese, valorizzate ed anche significative.

Perché il miracolo si ripeta ecco un breve allenamento, che
viene dalla Programmazione NeuroLinguistica, scuola pratica di
miglioramento nata in California e seguita con successo in tutto il
mondo.
Si tratta di notare dove l’interlocutore posiziona le pupille, i
cui movimenti sono collegati a processi neurologici molto
importanti.

Esempio:
L’interlocutore dice “mi piace andare in bicicletta”

Se le pupille sono rivolte verso l’alto, significa che sta vedendo
o rivedendo un’immagine, in bianco e nero o a colori, e ha presente
la sua grandezza e probabilmente anche l’ampiezza.
Possiamo offrire un commento tipo “Si, è una bella immagine,
magari vedi anche il paesaggio in modo del tutto particolare”.

Se le pupille sono sull’asse centrale, a destra oppure a sinistra,
significa che sta ascoltando o riascoltando suoni, voci, rumori, ed
è probabilmente consapevole dell’intensità, del
volume, del ritmo.
Possiamo offrire un commento tipo “Si, dev’essere piacevole
ascoltare (sentire) il fruscio dell’aria, oppure i soliti suoni che
si presentano in modo diverso”.

Se le pupille si spostano in basso alla sua destra, oppure alla sua
sinistra se è mancina, significa che sta vivendo o rivivendo
sensazioni ed emozioni.
Possiamo offrire un commento tipo “Si, è una sensazione
piacevole, magari ti senti più in contatto con il tuo corpo,
sentire il vento/il sole/il caldo sulla pelle deve essere
bello”.

La prossima volta che qualcuno ci parla, guardiamolo meglio negli
occhi. Così possiamo intervenire con un linguaggio
appropriato per una comunicazione di grandissima sintonia.
Un invito a sperimentare questa semplice tecnica. Forse
succederà anche a te che l’interlocutore alla fine ti
chiederà se sei telepatico!

 

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