Alimentazione. Anche la quantità conta

Bevande “anti-fame”, diete improvvisate, modelle ultra magre: il “giusto” peso proposto dai media non è sempre il più adatto a noi. Ecco perché conta anche la quantità.

Mangiare più del necessario è uno degli errori
più comuni della nostra alimentazione e quasi sempre i chili
di troppo sono la conseguenza di uno stile alimentare errato che
porta ad assumere cibo e quindi kcalorie in eccesso rispetto alle
reali necessità.

Oggi in Italia poco meno del cinquanta per cento degli adulti oltre
i trent’anni è in sovrappeso e di questi, un quinto è
obeso; la stessa tendenza si profila tra i bambini e gli
adolescenti. L’obesità rappresenta una minaccia per la
salute, l’eccesso di peso è infatti una delle cause
più importanti nell’insorgere di malattie come diabete,
arteriosclerosi, ipertensione, gotta, malattie circolatorie e
alcuni tipi di tumore.

Per queste ragioni mantenere il peso corporeo nei limiti della
norma è la prima cosa da fare quando si abbia a cuore la
propria salute.

In questa ottica il “peso giusto” è il peso corporeo con il
quale si è meno esposti a contrarre tali malattie che, si
sa, diminuiscono le aspettative di vita. Più che di un peso
perfetto si tratta, quindi, di un peso compatibile con la propria
salute, di un peso ideale per mantenere la propria salute sia
fisica che mentale.

Sovrappeso e obesità testimoniano una difficoltà di
adattamento dell’individuo che può essere compresa e
valutata tenendo conto di fattori psicologici, sociali, economici,
culturali.
Si osserva che quando una persona desidera capire il collegamento
tra il suo comportamento alimentare e i problemi che si trova ad
affrontare nella vita di tutti i giorni (di relazione, di lavoro,
di salute, ecc.), le esperienze spiacevoli e le sue personali
difficoltà, e si convince della propria debolezza può
veramente fare progressi nella comprensione dei propri problemi e
non usare più il cibo per nasconderli.

Giulia Fulghesu

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