Quanto costa inquinare?

Ha preso il via agli inizi di aprile a Londra un particolare borsino: quello della produzione dell’ossido di carbonio. Chi inquina meno del consentito, può vendere questo surplus alle aziende meno virtuose.

Si tratta di una vera e propria borsa delle emissioni di gas
inquinanti, dove le imprese possono vendere e comprare “pacchetti
di inquinamento”.

La comunità Europea ha deciso di applicare il protocollo di
Kyoto con un meccanismo che si basa su regole puramente
finanziarie. Il programma, messo a punto nel 2001, prevede la
creazione di un sistema su scala europea per il commercio delle
emissioni inquinanti. Queste norme saranno obbligatorie a partire
dal 2005. Londra, cuore finanziario europeo, ha già dato
vita a questo meccanismo.
L’idea è quella di distribuire una serie di “diritti di
inquinamento” agli impianti europei che producono ossido di
carbonio. Chi inquina meno della percentuale consentita, può
vendere questo surplus alle aziende che non riusciranno ad
adeguarsi. Quest’ultime potranno quindi mettere nel loro “bilancio
ambientale” tali quote e sottrarsi alle sanzioni previste per chi
non si adegua.
Questo sistema, affidato esclusivamente alle “leggi del mercato”,
incentiverebbe il ricorso a più efficienti sistemi di
smaltimento delle sostanze inquinanti, rendendo più
competitive le imprese che inquinano meno. L’importante comunque
è che nel complesso non vengano superate le quote stabilite
dal protocollo di Kyoto.

Il governo Blair ha deciso che entro il 2010 le emissioni
inquinanti dovranno essere ridotte del 23% rispetto al 1990. Per le
industrie che si adegueranno volontariamente a questo obbiettivo
sono previsti incentivi economici da parte del governo. Il
ministero dell’Ambiente inglese ha finanziato questo progetto con
215 milioni di sterline (365 milioni di euro) e 34 sono le aziende
che hanno aderito volontariamente alla richiesta del governo.

Gabriele Garbillo

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