Quanto rischiamo. La sicurezza ambientale tra percezione e approccio razionale

Perch

Quanto le nostre percezioni si basano su elementi logici e
razionali, quanto su credenze poco fondate o distorte? Insomma,
quanto rischiamo?

L’autore
Cass R. Sunstein, uno dei massimi esperti americani di protezione
ambientale e valutazione del “rischio”, è docente alla
University of Chicago. Ha lavorato come consulente del governo
statunitense, e di altri governi.

…due righe
“Di certo è sconcertante rilevare che l’opinione pubblica
tratta come piuttosto seri pericoli che dal punto di vista
statistico sono microscopici, mentre rischi statisticamente molto
più gravi sono considerati “parte della vita”…
Ho citato prove che dimostrano come gli individui, una volta che si
dimostrino loro i grandi benefici offerti da alcuni prodotti e
attività tendano a ritenere che questi portino con sé
meno rischi di quanto avevano creduto; e che invece quando viene
detto loro che alcuni prodotti o attività pongono alti
rischi, sono portati a credere che offrano meno benefici di quanto
avevano ritenuto. Prendiamo in considerazione altri esempi. E’
chiaro che il rischio di morire di cancro a causa
dell’esposizione ai raggi X oggi non suscita grandi preoccupazioni,
probabilmente perché la gente conosce i benefici offerti da
questa tecnologia. Ciò dimostra quanto sia falso sostenere
che i rischi relativi alle morti per cancro producono sempre una
grande ansia tra il pubblico. Lo stesso è vero per quanto
riguarda i telefoni cellulari come possibile causa di cancro: dal
momento che non ha molta intenzione di rinunciare al cellulare, per
i suoi evidenti vantaggi, il pubblico esige prove assolutamente
schiaccianti dei possibili danni apportati”.

Perché andare in libreria
Per avere
un approccio razionale al rischio: questo libro è utilissimo
per gli studenti di sociologia, psicologia, e di tutte le
discipline scientifiche, ambientali e tecnologiche. E’ utilissimo
per gli studiosi di comunicazione. Ma è addirittura
irrinunciabile per si sente minacciato dalle radiazioni nucleari ma
usa tranquillamente il telefonino attaccato all’orecchio.

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