Quei dinosauri lì non ci dovrebbero essere

Eccezionale scoperta nel campo della paleontolgia che riscriverà la storia e la geografia del nostro pianeta.

Ritrovate tre orme di dinosauro all’interno della galleria del
Monte Buso, nel massiccio del Pasubio. La scoperta è
avvenuta grazie al lavoro di Marco Avanzini, conservatore
responsabile della sezione di geologia del Museo tridentino di
scienze naturali ed esperto di icnologia, la disciplina che studia
le orme fossili.

Le tracce
Lo scienziato ha individuato tre orme di dinosauro appartenenti al
genere Dilophosaurus: due carnivori che si spostavano su due zampe,
di medie dimensioni, alti due metri e lunghi 7-8 metri. Le orme del
Monte Buso sono le più giovani tra quelle rinvenute nel
Giurassico della Piattaforma di Trento e rappresentano traccia del
passaggio degli ultimi dinosauri che potevano vivere nelle nostre
regioni immediatamente prima della rottura definitiva di Pangea e
dello sprofondamento di questi territori.

Cambia la geografia e la storia
Fino a questo punto si pensava che, quando il grande continente
Pangea si frammentò, si fosse formato un mare tra l’Africa e
l’Eurasia. Di conseguenza i dinosauri italiani avrebbero dovuto
essere imparentati con quelli africani. Ma non è
così. Anzi. Il ritrovamento testimonia il passaggio di
dinosauri anche nel periodo in cui il territorio si considerava
sott’acqua, spostando le lancette dello sprofondamento oceanico di
qualche milione di anni; e parla di una parentela che guarda a nord
e non a sud. Accanto alle orme sono stati ritrovati resti
dell’ambiente in cui vivevano: piante, molluschi di acqua dolce,
crostacei, ossa di coccodrilli e pesci.

Gli autori delle orme
I Dilofosauri furono i principali predatori del Giurassico
inferiore (200-190 milioni di anni fa). In Jurassic Park sono i
protagonisti indiscussi. Cacciano, fanno gioco di squadra e
addirittura riescono ad aprire le porte.
Tralasciando il fantasy, si sa che, a differenza della maggior
parte dei dinosauri carnivori, avevano mascelle sottili e deboli,
non adatte alla caccia di grosse prede; è quindi probabile
che questi animali si nutrissero di carogne. Secondo alcune teorie,
potrebbero persino essere stati pescivori e quindi in grado di
nuotare.

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