Quotidiano sostenibile. Scenari di vita urbana

La mostra, curata da Ezio Manzini e Francois Jégou, è stata inaugurata il 22 settembre alla Triennale di Milano. Presenta una visione sintetica di ciò che oggi si riesce a pensare e a fare sul terreno della sostenibilità nella vita quotidiana.

La sostenibilità è uno degli argomenti principali su
cui si dibatte maggiormente negli ultimi anni. Il dibattito
è scaturito dall’analisi di tendenze sempre più
negative riscontrabili nei comportamenti quotidiani di ognuno di
noi, come un maggior inquinamento e un depauperamento
indiscrimanato di risorse non rinnovabili.

Impossibilitati a procedere a lungo con questi comportamenti di
spreco, nei prossimi anni dovremo per forza accettare la sfida di
rendere sostenibile non solo i nostri gesti quotidiani, ma anche le
nostre città, che ospiteranno un crescente numero di
consumatori. La sostenibilità non riguarda solo una
dimensione economica e una ecologica, ma possiede anche una
dimensione sociale. Pertanto la transizione dallo stile di vita
attuale verso uno stile di vita sostenibile richiede innanzitutto
un apprendimento sociale, un cambiamento dei comportamenti e
un’applicazione da parte di chi lo adotta.

Se stili di vita sostenibili non decollano è perché
è diffuso il preconcetto che la sostenibilità sia
privazione. Privazione nei confronti delle nostre abitudini e del
nostro concetto di benessere, ancora legato al binomio “più
consumo più sto bene”. Il design strategico deve cambiare
gli stili di vita, riorganizzando il rapporto prodotti-servizi. Lo
spostamento dai prodotti ai servizi rappresenta un approccio
promettente per ottenere il cambiamento, senza dovere convincere le
persone a consumare di meno o a compromettere la loro nozione di
benessere.

La mostra, curata da Ezio Manzini e Francois Jégou, è
stata inaugurata il 22 settembre alla Triennale di Milano. Presenta
una visione sintetica di ciò che oggi si riesce a pensare e
a fare sul terreno della sostenibilità nella vita
quotidiana. Il visitatore, attraverso un percorso guidato,
potrà vedere l’esperienza già maturata dai
“Laboratori per la sostenibilità” che approfondiscono le
problematiche progettuali legate alla promozione di modi di vita
sostenibili. A partire da quelle genera soluzioni, elabora scenari
per una quotidianità sostenibile e raccoglie impessioni da
parte dei visitatori.
All’interno dell’installazione, realizzata dallo Studio Azzurro,
non si mostrano cose mai viste o cose futuriste, ma si presentano
dei segnali embrionali del presente, rintracciabili in tutto il
mondo, e si estrapola un panorama di proposte e di scenari su come
potrebbe essere la nostra vita quotidiana in una metropoli
sostenibile. Per l’esattezza sono sei gli scenari sui quali si
dipanano le soluzioni (tre per ogni singolo scenario) che
rispondono ad altrettante domande del percorso espositivo, tra le
quali “come mangeremo?”, “come ci sposteremo?”, “come lavoreremo?”.
Lo “spettatore” interagendo con la mostra potrà scegliere
quella a lui più consona.

Lo scopo non è quello di definire delle tecnologie per
ridefinire le funzioni tradizionali, ma di “prospettare” strategie
di vita che oggi stanno emergendo, diversi modi di vivere che
derivano da forme d’innovazione sociale.
Alla fine, uscendo, è d’obbligo la domanda: sarà
questo il nostro futuro?

 

Tomaso Scotti

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