Rapporto IPCC: non

?Siamo alle soglie dell?irreversibile per quanto riguarda il clima, dunque non servono pi

Il presidente francese Jacques Chirac ha così aperto a
Parigi la Conferenza internazionale sull’ambiente. “Si avvicina il
giorno in cui il riscaldamento del clima sfuggirà a ogni
controllo”.

Il meeting segue la diffusione del rapporto pubblicato a Parigi
dagli esperti dell’IPCC, il Gruppo intergovernativo sul cambiamento
climatico sotto l’egida dell’ONU, che lancia l’allarme
sull’accelerazione
del riscaldamento globale
.

Entro la fine del secolo il livello del mare sarà da 18 a
60 centimetri più alto per lo
scioglimento dei ghiacci
causato dall’aumento delle
temperature. Il rapporto va oltre. Afferma che “valori maggiori”
non si possono escludere, perché è difficile sapere
con esattezza cosa accadrà ai ghiacci che ricoprono
Antartide e Groenlandia; a rischio milioni di persone che vivono
lungo le coste.

Le
temperature medie
sulla Terra cresceranno tra 1,8 e 4
gradi entro la fine del secolo.

L’effetto serra, responsabile del riscaldamento del globo,
è legato al 90% ad
attività umane
.

Il
riscaldamento del clima sulla Terra
durerà
“oltre un millennio”.

Tra le conseguenze: piogge e
temporali più intensi
,
desertificazione
, innalzamento dei mari con rischi per
le popolazioni costiere,
estinzione
di molte specie animali, cambiamenti nei
cicli vitali delle piante e
in agricoltura
.

Gli effetti ammanteranno maggiormente Africa, Asia meridionale e
America latina, ma anche Europa e America settentrionale saranno
pesantemente coinvolte.

Firmato: IPCC. Il documento di 15 pagine, destinato ai governi e
alle organizzazioni internazionali, è la sintesi di uno
studio di circa mille pagine. Al Gruppo intergovernativo IPCC
partecipano
500 esperti di 130 Paesi
.

Stefano
Carnazzi

Le reazioni: “La risposta globale deve essere
più rapida e va data con più
determinazione”…

Le reazioni internazionali.

Si moltiplicano gli appelli da parte di governi e associazioni
ambientaliste a Stati Uniti e Australia affinché ratifichino
il Protocollo di Kyoto.

Dal Sudafrica,il ministro dell’Ambiente definisce il documento
presentato a Parigi un “campanello d’allarme nei confronti degli
Stati Uniti, i primi produttori mondiali di gas serra”.

Il ministro dell’Ambiente indonesiano ha ipotizzato
l’inondazione di circa 2.000 delle 18.000 isole che compongono il
paese entro il 2030.

Il direttore generale del Programma Ambiente delle Nazioni
Unite, Achim Steiner, ha chiesto al Segretario Generale dell’Onu
Ban Ki-Moon di riunire con la massima urgenza un summit sui
cambiamenti ambientali. Il summit potrebbe avere luogo nella
seconda metà del 2007.

Anche George W. Bush, finora lontano dalle tematiche ambientali,
ha riconosciuto la necessità di affrontare il problema
dell’effetto serra, pur continuando ad opporsi all’imposizione di
un tetto alle emissioni inquinanti.

Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon ha sollecitato una
risposta globale ai cambiamenti climatici. “Il rapporto – ha
affermato il numero uno del palazzo di vetro – evidenzia il
consenso scientifico sulla rapidità e il ritmo minaccioso
dei cambiamenti climatici causati dall’uomo”. Per Ban Ki-Moon “la
risposta globale, pertanto, deve essere piu’ rapida e va portata
con più determinazione”.

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