Referendum, si voterà per acqua pubblica e nucleare

La Consulta ha dato il via libera definitivo ai quesiti referendari. Ora tocca a noi. Si voterà.

Ok ai referendum su legittimo impedimento, acqua e nucleare. La
Consulta ha dichiarato ammissibili quattro referendum (bocciandone
due). Via libera:
– al referendum abrogativo della legge sul legittimo
impedimento
– al referendum che vuole bloccare il ritorno del nucleare in
Italia
– a due referendum contro la privatizzazione dell’acqua.

I referendum dovrebbero tenersi in una domenica compresa
tra il 15 aprile e il 15 giugno 2011.
A fissare la data
dei referendum sarà un decreto del presidente della
Repubblica su deliberazione del consiglio dei ministri. Nel caso di
scioglimento anticipato delle Camere o di una di esse, i referendum
già indetti vengono sospesi. Il referendum è valido
se a votare va la metà più uno degli elettori.

La Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibile il
referendum contro la costruzione di nuove centrali nucleari in
Italia
, promosso sempre da Antonio Di Pietro. Due anni fa
con la Legge Sviluppo n. 133 del 2008 il governo ha riaperto la
corsa italiana verso l’atomo, cancellando il risultato del
referendum del 1987 quando una maggioranza del 79% aveva deciso di
chiudere le centrali nucleari italiane. Dopo 24 anni gli italiani
sono chiamati alle urne per decidere nuovamente sullo stesso tema.
Il quesito principale dell’IdV chiede di abrogare la norma per la
“realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione
di energia nucleare” (legge 133/2008). Gli altri punti toccati dai
quesiti riguardano la “localizzazione” delle centrali, le
“procedura autorizzative” oltre a norme che contengono disposizioni
strettamente funzionali al perseguimento degli impegni
internazionali e comunitari dell’Italia.

I due quesiti ammessi sull’acqua ai privati
presentati dai comitati promotori della campagna “L’acqua non si
vende” – chiedono di abolire la possibilità di dare la
gestione dei servizi idrici ai privati. Non è stato invece
ammesso il referendum sull’acqua presentato dall’Idv che chiedeva
l’abrogazione parziale delle norme che limitano la gestione
pubblica del servizio idrico e il terzo del comitato per l’acqua
pubblica su forme e procedure di affidamento delle risorse
idriche.

Per il quesito sul legittimo impedimento in
realtà tutto dipende dal giudizio che gli stessi giudici
dell’alta Corte stanno per dare sulla costituzionalità della
legge, in base ai ricorsi presentati dal tribunale di Milano
davanti a cui il premier Silvio Berlusconi è imputato in tre
processi. Se si pronuncerà per l’incostituzionalità
del legittimo impedimento, la Consulta cancellerà la legge
dall’ordinamento rendendo inutile il referendum. Che si
terrà invece se i giudici decideranno per la
costituzionalità. Nel caso cada solo una parte della legge,
sarebbe l’ufficio centrale della Corte di Cassazione a decidere se
il referendum si terrà o meno.

 

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